Business

Piazza Affari chiude sotto la parità, passo falso di Campari e CNH


Oggi Piazza Affari non riesce a strappare il segno più. Il Ftse Mib ha chiuso in ribasso dello 0,35% a 25.954 punti. Resta in primo piano la crisi in Ucraina con gli investitori che sono stati rassicurati dalla risposta misurata dei paesi occidentali alle mosse di Putin. Ieri il presidente americano Joe Biden ha annunciato il primo pacchetto di sanzioni contro la Russia e ha spiegato che ulteriori sanzioni potrebbero arrivare nel caso in cui Putin procedesse nell’invasione dell’Ucraina. Intanto sul fronte banche centrali la Reserve Bank of New Zealand ha alzato i tassi principali di riferimento di 25 punti base, all’1%, come da attese. La RBNZ ha lasciato chiaramente intendere che proseguirà con il ciclo di strette monetarie. Per quanto riguarda l’Italia, oggi il Tesoro offrirà in asta Btp a breve termine per un importo compreso tra 2,5 e 3 miliardi.

Protagonista assoluta oggi Stellantis (+4,40%) dopo la diffusione dei conti 2021 e delle indicazioni per quest’anno, con margine operativo rettificato visto crescere a doppia cifra. Gli analisti apprezzano i numeri 2021 con il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Peugeot che ha registrato ricavi netti pari a 152 miliardi di euro, in aumento del 14%, e un utile netto su base pro-forma pari a 13,4 miliardi di euro, quasi triplicato rispetto all’anno prima. Il consensus Bloomberg indicava 148,8 mld di ricavi e utile netto adj a 11,2 mld. Le sinergie 2021 dalla fusione sono salite a 3,2 mld cash e a questo punto appare molto probabile un rialzo dell’obiettivo originario di 5 mld in 4 anni.

Giornata no invece per CNH (-6,14% a 12,69 euro) che ha diffuso il nuovo piano strategico che prevede ricavi netti delle attività industriali proiettati verso una crescita fino a 20-22 miliardi di dollari entro il 2024 con un tasso medio annuale di crescita (cagr) del 6% circa, con un margine Ebit adjusted delle attività industriali 2024 tra 12% e 13% circa, aumento di oltre 200 punti base rispetto al 2021. L’utile netto per azione (diluted Eps) dovrebbe essere superiore a 1,70 dollari entro il 2024.

Molto male oggi anche Campari, arrivata a cedere il 9,77% dopo la pubblicazione dei risultati 2021 e l’annuncio del posticipo dei target sulla marginalità. Nel 2021 le vendite nette sono state pari a 2.172,7 milioni di euro, con una variazione organica pari al +25,6% rispetto al 2020 (variazione totale pari al +22,6%), mentre l’Ebit rettificato è stato di 435,2 milioni, con una crescita organica del 42,3% rispetto al 2020. L’utile del gruppo rettificato è cresciuto del 52,4% a 307,9 milioni.

Tra le utility, debole anche Enel (-0,47%) che ha pubblicato i conti 2021 superiori alle attese diffusi dalla controllata iberica Endesa. Intanto, stando a quanto riporta oggi Il Sole 24 Ore, Enel avrebbe incaricato Bank of America Merrill Lynch di valutare le opzioni strategiche e il perimetro delle proprie attività legate alla mobilità elettrica.

Infine, si segnala la debolezza di Telecom Italia (-3,30% a 0,3834 euro) che stando agli ultimi rumor sarebbe in trattative con il fondo di private equity Ardian per cedere una partecipazione del 15% in Inwit, controllata congiuntamente dalla tlc italiana e da Vodafone. Al valore di mercato corrente tale partecipazione vale circa 1,3 miliardi di euro.





Source link

Leave a Reply

Your email address will not be published.

close