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Procedure burocratiche, il Ministero chiede di indicare le più complicate



23/02/2022 – “Richieste burocratiche ripetute, passaggi complicati e non digitalizzati per aprire un’attività o completare una pratica anagrafica, incombenze da sbrigare tra più uffici in un groviglio di adempimenti che possono anche essere diversi da Comune a Comune”.
 
Non sono i cittadini ma è il Ministero della Pubblica Amministrazione ad elencare “le procedure che complicano la vita quotidiana di cittadini, imprese, dipendenti e amministratori pubblici, ostacolando la crescita e la competitività del Paese” e a chiedere quali sono e in quali ambiti si concentrano.
 
Per raccogliere informazioni, il Dipartimento della Funzione pubblica ha lanciato la consultazione pubblica “Facciamo semplice l’Italia. Le tue idee per una PA amica”, aperta dal 18 febbraio al 18 maggio 2022 sulla piattaforma ParteciPA. Si chiede a cittadini, imprese, professionisti, dipendenti pubblici e amministrazioni di segnalare 600 procedure amministrative da semplificare, reingegnerizzare e digitalizzare entro il 2026. 

Anche le associazioni di cittadini e le imprese del terzo settore potranno partecipare segnalando le procedure critiche e proponendo soluzioni all’indirizzo [email protected].
 
L’obiettivo è raccogliere le segnalazioni sugli ostacoli più frequenti nei rapporti con le amministrazioni pubbliche nei diversi ambiti, dall’edilizia all’ambiente, dal lavoro al sociale, identificando così i problemi più ricorrenti, come tempi d’attesa eccessivi, costi ripetuti, richieste inutili di documenti cartacei per aprire un’attività, certificazioni superflue o complicate da ottenere. La consultazione vuole anche valorizzare le proposte di utenti e operatori della pubblica amministrazione, raccogliendo i loro suggerimenti per semplificare e migliorare le procedure.
 
La consultazione è parte integrante del progetto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che prevede la creazione, entro il 2026, di un catalogo unico, valido su tutto il territorio nazionale, di 600 procedure semplificate e reingegnerizzate. Nel 2024 è fissata una tappa intermedia, entro cui semplificare le prime 200 procedure.
 

Brunetta: ‘semplificazioni pietra angolare della modernizzazione del Paese’

“Questo è il momento di coinvolgere e di lasciarsi coinvolgere. Sulle procedure amministrative più critiche chiediamo la voce dei cittadini, delle imprese, delle associazioni, e anche delle stesse amministrazioni e degli stessi dipendenti pubblici. Serve uno sforzo corale. E stavolta è diverso dal passato: abbiamo le risorse finanziarie per fare, oltre che per suggerire. Le idee diventeranno realtà” – spiega il ministro Brunetta.
 
“Per la prima volta, dopo tanti annunci, avremo un lavoro sistematico e a tappeto su tutte le procedure più rilevanti che spesso ostacolano il rapporto tra cittadini e amministrazioni e rendono difficili e accidentate le nostre vite, in modo da ottenere entro il 2026 un catalogo uniforme, con piena validità giuridica su tutto il territorio nazionale, di 600 procedure semplificate, reingegnerizzate e uguali da Nord a Sud”.
 
Dall’ambiente all’edilizia, dall’energia al sociale, con particolare attenzione agli iter amministrativi per le fasce più fragili, a cominciare dai disabili. Via le autorizzazioni non necessarie e, dove non sarà possibile eliminarle, via le duplicazioni, gli appesantimenti, le vessazioni. Anche dei controlli alle attività produttive. Più silenzio assenso, più Scia (la segnalazione certificata di inizio attività) e, ovunque si potrà, largo alle semplici comunicazioni”.
 
I risultati costituiranno la base dei provvedimenti da adottare per centrare l’obiettivo previsto dal PNRR e saranno illustrati dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, il 4 giugno al Festival dell’Economia di Trento.
 
Ricordiamo che una operazione simile è stata condotta nel 2014 dal Governo Renzi e dall’allora Ministra per la Semplificazione, Marianna Madia. Si chiamava ItaliaSemplice e fece emergere che il settore col maggior numero di procedure complicate era proprio l’edilizia.
 
A quella ricognizione seguirono i modelli unici per Scia e permesso di costruire, il Regolamento Edilizio Unico uguale per tutti i Comuni, i moduli semplificati CIL e CIL asseverata e nuove regole per silenzio-assenso, Scia e conferenza di servizi.
 
Chiaramente non bastava: le procedure restano complesse e lunghe e richiedono tempi assolutamente non compatibili con il PNRR e con le esigenze delle persone e delle imprese.
 





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