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le indiscrezioni, dopo l’invasione una devastante campagna bellica – Libero Quotidiano


Non si fermerà, Vladimir Putin. Perché Donbass e Donetsk sono solo la prima tappa di una campagna politica e militare su più ampia scala. Forse la Russia non arriverà a “marciare su Kiev”, come ha affermato con inquietudine crescente il presidente americano Joe Biden, per motivare le sanzioni contro Mosca. Ma di sicuro, la conquista delle due remote regioni orientali dell’Ucraina, animate da un forte sentimento filo-russo, non bastano a spiegare la impressionante escalation delle ultime settimane e l’inizio dell’invasione, arrivato alle 6 della mattina ora di Mosca.

 

 

 

Certo, c’è la partita del futuro dell’Ucraina, che per Putin non può e non potrà entrare mai nella Nato. Ma in quest’ultima malaugurata ipotesi, l’obiettivo dello Zar secondo Gian  Micalessin per il Giornale sarà nel medio termine privare il governo di Kiev dei suoi sbocchi al mare. Praticamente, una enclave “occidentale” all’interno di un rinnovato impero russo. Il piano prevederebbe “un’avanzata militare in grado di garantire a Mosca l’annessione di tutte le coste del Mar Nero, fino ad Odessa ed oltre”, partendo dalla “estensione della sovranità russa a Mariupol e ai restanti territori delle regioni (oblast) indipendentiste di Lugansk e Donetsk”. Non a caso, l’attacco militare oltre che dal confine nord con la Bielorussia è arrivato anche da Sud.

 

 

 

Ipotesi, quest’ultima, avvalorata da Denis Pushilin, capo dell’autoproclamata Repubblica di Donetsk (riconosciuta dal Cremlino), intervistato dalla tv Russia-24: “I referendum del 2014 sull’indipendenza – ricorda ancora Micalessin – riguardavano non solo le zone controllate attualmente dai separatisti, ma l’intero territorio amministrativo occupato dai due ‘oblast'”.

In Russia, conclude l’inviato del Giornale, si aspettano “che la prossima mossa dello Zar s’estenda ben aldilà dei due ‘oblast’. Magari arrivando ad inglobare, alla fine dei giochi, l’intera costa orientale del Paese, fin oltre la città di Odessa”. Città citata dallo stesso Putin nel suo discorso di lunedì per la strage di 48 militanti filor-russi uccisi dagli ucraina nel 2014. 



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