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Valery Gergiev licenziato dalla Filarmonica di Monaco, anche La Scala sospende ‘La dama di picche’


Le sanzioni alla Russia scattate a seguito dell’aggressione in Ucraina non scuotono solo il mondo politico ed economico. Dopo il mondo del calcio e degli scacchi, anche nelle arti e nello spettacolo si vede applicata la linea della fermezza per quanto riguarda la solidarietà e la condivisione dei valori di Pace europei. Oggi è il sindaco di Monaco, Dieter Reiter, a estromettere il direttore della Filarmonica di Monaco Valery Gergiev, che non ha preso le distanze dalla guerra di Putin entro la giornata di ieri, come gli era stato richiesto. Gergiev celebre direttore d’orchestra russo, fedelissimo di Putin, non avrebbe voluto firmare una nota contenente una presa di distanza dopo l’aggressione russa nel conflitto in Ucraina e per questo è stato licenziato.

Amico di lunga data del leader russo, Gergiev per i medesimi motivi, ha già rinunciato o ha dovuto rinunciare di recente a tutta una serie di impegni già previsti fra Italia, Francia e Stati Uniti a causa delle reazioni suscitate dall’offensiva di Mosca in Ucraina.  

E infatti, sarà escluso anche dal Teatro alla Scala di Milano, dove il 5 marzo avrebbe dovuto dirigere la Dama di Picche di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Lo rende noto il sindaco Giuseppe Sala: “Non credo che ci sarà, credo che a questo punto lo possiamo escludere”. Anche il board del prestigioso teatro italiano aveva chiesto una presa di distanza dalla guerra, dopo l’aggressione all’Ucraina. Effetto domino senza precedenti nello spettacolo per che in poche ore il musicista russo si è dimesso anche dalla carica di presidente onorario del Festival musicale di Edimburgo. A renderlo noto è stata la stessa istituzione scozzese, precisando in un comunicato che le dimissioni “erano state chieste e sono state accettate”. Nel comunicato si ribadisce poi la solidarietà dell’organizzazione del festival e di tutta Edimburgo, “gemellata con la città di Kiev”, nei confronti del popolo ucraino.

Eppure Gergiev fu acclamato negli anni scorsi, alla direzione di un concerto simbolico avvenuto nell’anfiteatro della storica città siriana di Palmira, subito dopo che essa era stata liberata dall’Isis dalle forze dell’esercito di Damasco spalleggiate da militari russi.

In controtendenza ha fatto notizia anche la decisione coraggiosa, presa autonomamente, dalla direttrice del Meyerhold Center, il teatro statale di Mosca Elena Kovalskaya che il giorno dopo l’attacco in Ucraina ha presentato le sue dimissioni affermando che “È impossibile lavorare per un assassino e riscuotere uno stipendio da lui”.

Il Soprano russo Anna Netrebko: "prendo una pausa di riflessione" CHRISTOPH DE BARRY/AFP via Getty Images

Il Soprano russo Anna Netrebko: “prendo una pausa di riflessione”

Ma Gergiev non è l’unico musicista russo a essere messo da parte, è a tutta la lirica che viene chiesta un’assunzione di solidarietà contro la guerra in Ucraina. Anche la soprano russa Anna Netrebko, protagonista del Macbeth alla Prima della Scala e attesa al teatro milanese il 9 marzo per l’Adriana Lecouvrer, non tornerà a calcare i palchi del Piermarini. Lo spiega la stessa cantante dal suo profilo Facebook, definendo ‘fake news’ le notizie sulla sua assenza legata a motivi di salute. “Non verrò”, scrive in una seconda stories, precisando in un post di aver deciso perché “non è giusto costringere un’artista a dare voce alle proprie opinioni politiche e a denunciare la sua patria”. 

“Mi sono presa del tempo per riflettere”, scrive la soprano. “In primo luogo sono contro questa guerra. Sono russa e amo il mio Paese ma ho molto amici in Ucraina e le sofferenze mi spezzano il cuore. Voglio che questa guerra finisca e che le persone possano vivere in pace. Questo è quello in cui spero e per cui prego”. “Voglio però aggiungere una cosa: forzare gli artisti o qualsiasi personaggio pubblico a fare sentire le proprie opinioni politiche e a denunciare la sua terra natale non è giusto. Dovrebbe essere una scelta libera”, aggiunge Netrebko ricordando di “non essere una politica” “ma un’artista il cui scopo è unire le persone dove la politcie le divide”.

Reagisce anche il mondo accademico, alcune università europee stanno espellendo gli studenti russi come reazione all’invasione russa dell’Ucraina. Lo ha denunciato il commissario russo per i diritti umani Tatyana Moskalkova, dopo un incontro con il ministro russo della Scienza e dell’istruzione superiore Valery Falkov. “Il ministero -ha spiegato- sta adottando misure senza precedenti per proteggere i diritti degli studenti russi che sono stati espulsi dalle università in Francia, Repubblica Ceca, Belgio e altri Stati europei in relazione alla situazione in Ucraina. Abbiamo deciso di condurre questo importante lavoro congiuntamente”, ha spiegato Moskalkova sulla sua pagina Instagram. Il ministero ha fatto anche sapere di aver offerto posti nelle università russe agli studenti provenienti dalle Repubbliche popolari di Donetsk e Luhansk.  



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