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L’ultima collezione Off-White di Virgil Abloh è la più efficace


Estrop

Nell’alta moda viene espressa la massima fantasia, ma Abloh ha sempre avuto l’istinto di rendere anche il capo più costoso accessibile e non solo aspirazionale. Molti dei fan di Abloh si abbigliavano come lui mischiando Louis Vuitton e Off-White con magliette di band musicali, pantaloni da carpentiere Carhartt e giacche Arc’teryx. Vestiti che per l’autunno-inverno 2020 Abloh ha memorabilmente fuso con abiti da sposa nei suoi primi pezzi simili all’alta moda debuttati. Questo perché ha compreso i pericoli nel cercare di portare il romanticismo dell’alta moda alla generazione Z, gli Zoomer. L’idea è stata quella di portare il loro senso dello stile nell’alta moda. La reazione è stata immediata su TikTok dove ho visto la sfilata, visto che Off-White ha collaborato con la piattaforma per trasmettere la sfilata da diverse angolazioni. Nella sezione dedicata ai commenti in diretta streaming i TikTokker si sono emozionati sia davanti ai loro modelli preferiti, sia per uno a pois scintillanti ispirato a un look simile indossato da Sophia Loren, un abito oversize spolverato con foglie tagliate al laser e accessoriato con uno zaino apparentemente pieno di sneaker.

È veramente triste pensare che Abloh non abbia potuto vedere Off-White irrompere nella categoria sartoriale francese più storica ed elitaria. Lui che è sempre stato più innamorato del potenziale popolare dello streetwear e un po’ meno della sua estetica. Off-White è stato in fondo un progetto di rivendicazione, un manifesto su come infiltrarsi in un’industria che non ha mai voluto davvero riconoscere persone come lui. Nella sua ricerca di fare di Off-White una casa di lusso rispettata, l’alta moda era la sfida finale. Una prova che, in un certo senso, aveva già vinto. L’anno scorso LVMH ha acquisito una quota del 60% in Off-White, il che significava per Abloh avere compiuto l’impresa di sedere allo stesso tavolo di Vuitton.

Ian Isiah

Peter White

Naomi Campbell

Victor VIRGILE

Ora, il gigante del lusso LVMH e New Guards Group, il conglomerato di moda italiano che gestisce e produce Off-White, sembrano intenzionati a continuare a costruire sulla visione di Virgil Abloh. Nei commenti pubblicati in questi giorni da Business of Fashion, Michael Burke il CEO di Louis Vuitton che ha lavorato con i co-fondatori di New Guards, Davide De Giglio e Andrea Grilli, ha descritto i piani per trasformare Off-White in un marchio «eterno» che ha paragonato a Dior. «Off-White è nella posizione in cui si trovava Dior nel 1957,» ha dichiarato Burke a BOF. «Monsieur Dior era nella casa solo da 10 anni quando è morto. Anche Off-White è stato concepito quasi 10 anni fa». Christian Dior ha lasciato un’eredità di design e valori che continuano a guidare la casa fino ad oggi e, secondo De Giglio e Grilli, Abloh ha lasciato un flusso «infinito» di idee su cui costruire molto a lungo. «Nei prossimi due anni andremo a tutta velocità,» ha detto Grilli a BOF.

Secondo Burke, resta ancora da decidere se dopo Abloh ci sarà un nuovo direttore artistico o un collettivo di collaboratori creativi del giro del compianto designer. Nel primo caso alcuni ipotizzano che il successore, sia per Vuitton, sia per Off-White possa essere Samuel Ross, il protetto di Abloh e direttore creativo di A-Cold-Wall. Tra gli addetti ai lavori, non manca chi pensa di vedere lentamente Off-White appassire senza il genio del suo fondatore, una celebrità tra le celebrità che ha fatto da catalizzatore e centro di gravità creativo. L’idea che Off-White, nell’arco di una o due generazioni, possa trasformarsi in Dior grazie al lavoro di designer che capaci di continuare la tradizione di Abloh, comprese le sue collaborazioni fuori dal comune, è intrigante. Accadrà? Chi lo sa. Dopo la sfilata di Parigi è comunque molto difficile immaginare che Off-White possa mai svanire.



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