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Crisi Ucraina, PIL e caro bollette: gli impatti sul DEF


Sui conti pubblici italiani – già alle prese con le incognite legate alla fiammata dell’inflazione e al caro energia– irrompe a gamba tesa l’invasione voluta da Putin all’Ucraina le cui conseguenze sul fronte economico sono pronte a farsi sentire anche in casa nostra.

Conti pubblici, incognita crisi

Sia chiaro, difficile allo stato attuale lanciarsi in previsioni certe, troppe però le variabili che rischiano di compromettere seriamente la buona marcia della crescita, dopo il colpo inferto dalla pandemia: gran parte della partita passerà dall’esito dei negoziati in corso tra Mosca e Kiev, ma anche dal perimetro delle sanzioni Ue al quale si sta ancora lavorando e ovviamente dalla risposta Russia che di certo non starà a guardare.

Variabile caro bollette

Al netto di quanto successo, intenzione dell’esecutivo confermare il deficit al 5,6% anche con un obiettivo di crescita più vicino al 4% che al 4,7% stimato nel mese di ottobre. Certo è che un inasprimento della crisi energetica nell’ambito delle sanzioni contro la Russia, rischia di far vacillare la struttura dei costi dei progetti Pnrr chiamati a dare la spinta per una ripresa strutturale del Paese.

DEF, come può cambiare?

Sul deficit effettivo di quest’anno avanza a grandi passi anche lo spettro del caro energia. In questi mesi, sostanzioso l’ intervento del Governo che ha stanziato quasi 15 miliardi per dare un po’ di respiro a imprese e famiglie schiacciate dai costi quasi insostenibili delle bollette. almeno nei piani dell’esecutivo – il decreto della scorsa settimana sarebbe dovuto essere l’ultimo. Impossibile però oggi togliere dal campo l’ipotesi di ulteriori rinforzi che però necessiterebbero di un cambio degli obiettivi di deficit.

Nel frattempo, dopo quello con Eni, le associazioni dei consumatori riconosciute dal Mise, nelle scorse ore, hanno siglato un accordo per la rateizzazione delle bollette anche con Enel Energia. I clienti domestici in difficoltà a pagare le bollette di luce e gas possono ricorrere ad un piano di rateizzo fino a 12 mesi, con rate di importo costante, senza anticipo e senza rata minima, indipendentemente dall’importo della fattura, e senza applicazione di interessi di mora o di dilazione. E’ possibile attivare il piano su tutte le fatture del 2022 emesse fino al 30 aprile nei confronti della clientela domestica, senza che sia necessario attenderne la scadenza.





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