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Tim chiude il 2021 in rosso di 8,7 mld. Si divide in due – Economia


 Tim chiude il 2021 con un rosso di “8,7 miliardi “dopo la svalutazione dell’avviamento domestico per 4,1 miliardi di euro e lo stralcio pari a 3,8 miliardi di euro, da parte della capogruppo delle attività per imposte anticipate”. Lo si legge in una nota del gruppo che ha approvato i conti dell’anno. Il Consiglio di Amministrazione ha proposto all’assemblea di non distribuire dividendi.

   In avvio a Piazza Affari, dopo un primo stop, il titolo cede oltre il 9%.

    Il Cda, che non ha preso decisioni su Kkr inviando però il dossier agli advisor, ha approvato il nuovo piano industriale di Tim al 2024 che “avvia un percorso di trasformazione basato sulla creazione di distintelegal entities, netco e servco (consumer, enteprise e Tim Brasil), superando il modello di integrazione verticale”. Il cda che ha dato mandato all’amministratore delegato Pietro Labriola di sviluppare il progetto esecutivo di riorganizzazione che verrà presentato entro la semestrale. Già con l’attuale configurazione invece Tim prevede nel triennio “una leggera crescita dei ricavi da servizi e la stabilizzazione dell’ebitda”.
    “Con questo nuovo assetto saremo più pronti a rispondere alle sfide e cogliere le opportunità che abbiamo davanti”, ha commentato l’ad di Tim Pietro Labriola dopo l’ok del cda al suo piano industriale. 
   

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