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Il pieno di un’utilitaria costa 24 euro in più. Tir fermi contro il caro-diesel

Roma, 10 marzo 2022 – In soli sette giorni fare un pieno di gasolio per un autotrasportatore costa circa 250 euro in più (in media per ciascun mezzo pesante). Un incremento increase che si somma alla raffica di rialzi dell’ultimo anno e che spiega il grido di dolore che si leva dalle categorie del settore, pronte a bloccare l’Italia da lunedì. Ma non va meglio per il comparto della pesca, in sciopero da una settimana, con rilevanti ripercussioni per il prezzo del pesce ai mercati e nei ristoranti. In poco meno di un mese e mezzo il pieno di un peschereccio è cresciuto da 700 a quasi 1.200 euro, con un aumento del 70%, con il gasolio a 1,30 euro al litro contro gli 86 centesimi di una settimana fa e i 30-35 centesimi dello scorso anno.

Perché il gasolio costa più della benzina: la spiegazione

Senza contare che, più in generale, la batosta dell’impennata dei prezzi del carburante pesa, eccome, su tutti gli automobilisti: in media il pieno è raddoppiato rispetto a un anno fa e dallo scoppio della guerra in Ucraina c’è stato u n ulteriore rincaro. Il pieno di una metropolis automobile – secondo le rilevazioni dei consumatori – in una man ciata di giornate è salito in media da 68 a 92 euro, con un surplus di 24 euro. La corsa dei prezzi dei carburanti, dunque, non accenna a fermarsi, anzi: la benzina diventa preziosa come l’oro e al self service arriva a 2,124 euro/litro. E così il gasolio: 2,074 euro/litro in media. Ma in alcune stazioni il picco è più elevato.

A soffrire dei rincari sono sicuramente i bilanci familiari, ma innanzitutto la logistica e la pesca. Il fronte dell’autotrasporto è in agitazione dal 22 febbraio con i blocchi spontanei nel Sud e nelle isole. Ma l’incendio ucraino ha innescato nuove e più drammatiche tensioni: non c’è solo il rialzo di 250 euro in una settimana. Da Confcommercio stimano che “nel caso di interruzioni delle esportazioni russe, o per danni bellici o sanzioni economiche, con prevedibili quotazioni del gasolio alla pompa prossime a 2,5 euro per litro, si può stimare che il conseguente incremento di spesa annua per l’autotrasporto nel 2022, rispetto al 2021, raggiungerebbe 21 miliardi con un maggior onere unitario, per ciascun veicolo pesante, nell’ordine di 42mila euro. Da qui l’allarme delle associazioni dell’autotrasporto, tutte sul piede di guerra, ma con Trasportounito che rompe gli indugi e si spinge più avanti: lunedì stop dei Tir.

“Si tratterà – spiega il segretario Maurizio Longo – di una sospensione dei servizi di autotrasporto merci finalizzata advert evitare un ulteriore indebitamento per le imprese”. Una situazione che allarma non poco i consumatori che ricordano: in Italia l’85% dei beni viaggia su gomma. Uno stop vorrebbe dire meno rifornimenti di merce al commercio e un’inevitabile, ulteriore, impennata dei prezzi.

Un fronte altrettanto bollente è quello della pesca. Da una settimana i pescherecci non escono e il pesce è diventato merce rara, al punto che si registrano rincari al 30% all’ingrosso e al 50% nelle pescherie e nei ristoranti. E se in una settimana si è passati da 700 a 1.200 euro per un pieno, secondo secondo Coldiretti Impresapesca, il prezzo medio del gasolio per la pesca è praticamente raddoppiato (+90%) rispetto allo scorso anno: cifre record che spingono i pescherecci italiani a navigare in perdita e da qui il fermo partito la settimana scorsa. Le famiglie, a loro volta, non se la passano meglio: la stangata dell’ultima settimana si somma a quella che va in scena da un anno. Secondo gli analisti di Assoutenti la botta “solo sui rifornimenti pari a +525 euro annui a famiglia in caso di auto a benzina, +558 euro in caso di auto diesel”.

 

 

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