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Le canzoni dei mondiali: il commento di Gianluca Gazzoli

Ogni quattro anni le uniche due forze al mondo capaci da sole di far emozionare, esaltare, portare alle lacrime miliardi di persone si uniscono. Sono lo sport e la musica. Quante volte la musica ha reso indelebile un gesto atletico e quante volte invece lo sport ha portato la in alto la musica.

Ogni quattro anni si giocano i mondiali di calcio. Forse è impossibile ricordare tutte le edizioni, ma ci sono alcuni fattori che possono aiutarci. In primis sicuramente la squadra che ha vinto. Poi il posizionamento in classifica della nostra nazionale. Il numero 10 in formazione e l’allenatore particolarmente carismatico.

Ma da 30 anni a questa parte c’è qualcos’altro che resta impresso nella mente delle persone: la canzone ufficiale di ogni edizione.

Note mondiali: inni ufficiali di FIFA World Cup. La puntata del podcast di Gianluca Gazzoli

Riavvolgiamo il nastro dei mondiali, partiamo dall’inizio…

Siamo in Uruguay ed è il 1930. Il primo mondiale della storia. In finale i padroni di casa sfidano la Jugoslavia, laureandosi, grazie a una incredibile rimonta, i primi campioni del mondo.

Per ascoltare la prima canzone di un mondiale bisogna però fare un salto in avanti di 32 anni e andare in Cile, nel 1962. C’è questa band, Los Ramblers, che sta spopolando e la Fifa gli commissiona quella che sarà El rock del Mundial e che divenerà il brano più venduto della storia della musica cilena.

Da quel giorno tradizione ha voluto che la Fifa assegnasse advert autori locali la canzone ufficiale del mondiale.

Non solo cantanti, l’evoluzione delle canzoni ufficiali

Se ci catapultiamo al mondiale in Germania del 1974 andiamo incontro a una novità. La canzone ufficiale è eseguita dalle star più famose della Bundesrepublik Deutschland, ovvero i calciatori della nazionale di calcio stessa.

Il brano è Fussball ist unser Leben che significa “Il calcio è la nostra vita” e rappresenta per la Germania una tradizione che durerà 20 anni.

Ed ecco che tutto cambia di nuovo per il mondiale in Argentina del 1978. Niente band, la scelta ricade sul migliore sulla piazza. Il maestro Ennio Morricone accetta l’incarico nonostante la dittatura usi il mondiale come strumento di propaganda.

E arriva la prima canzone ufficiale del mondiale senza parole ed eseguita dalla celebre orchestra filarmonica de Buenos Aires, El mundial. Il tutto a far da sfondo a un mondiale vinto in modo poco limpido dai padroni di casa.

Quando un brano sfortunato porta al cambiamento

Siamo in Messico, 1986. È il mondiale di Diego Armando Maradona, della mano de Dios contro l’Inghilterra e del gol più bello della storia del calcio.

La canzone viene affidata a Juan Carlos Abara che sforna un El mundo unido por un balon, una marcetta orecchiabile ma assolutamente frivola se si pensa al campionato che tenta di accompagnare.

Ma non tutto il male viene per nuocere. Forse anche grazie allo sfortunato brano di Abara, per la prima volta nascono altre canzoni, non ufficiali, legate ai mondiali.

Ad esempio A particular form of hero di Stephanie Lawrence, ma soprattutto la hit dance Hot-hot-hot del cantante caraibico Arrow. Un successo che ancora oggi non è tramontato.

Gli anni ’90

Italia ’90. La Fifa affida a Giorgio Moroder il compito di scrivere la canzone ufficiale To be primary. Ma a prendersi il successo è la versione italiana, cantata da Gianna Nannini ed Edoardo BennatoUn’property italiana.

Una canzone che accompagna tutta la cavalcata dell’Italia fino alla finale contro l’Argentina al San Paolo di Napoli. Una finale che rimarrà nella storia, in particolare per la rottura tra i tifosi napoletani e il loro (semi)dio, Diego Armando Maradona. Ma in Italia, si sa, se si tratta di Nazionale di calcio, non c’è idolo che tenga.

Gli anni ’90 sono anche gli anni in cui il calcio inglese non gode esattamente di una buona reputazione. Soprattutto a causa dei suoi tifosi, gli hooligans. Le stragi di Heysel e Bradford sono ancora vivide nella memoria tanto da bandire i membership britannici dalle competizioni europee fino al 1990.

Il calcio inglese ha bisogno di una ripulita e per farlo sceglie una band al massimo del suo successo. I New Order. Producono musica punk e dance, sono alternativi ma puliti e pop. Wording Motion è il brano cui partecipano anche alcuni giocatori e che si prende il secondo posto nelle classifiche. Dietro solamente a nientepopodimeno che Elton John.

Francia ’98. Ed è qui che la FIFA incontra per la prima volta il latin pop affidandosi a una star portoricana sulla cresta dell’onda da un paio di anni grazie a una canzone dedicata a una certa Maria. “Un, dos, tres, un pasito pa’lante, Maria!”. Dai, chi non l’ha letto cantando?

E se vi servono altri indizi, eccoli qui: è bello, atletico, giovane e ricco di carisma. Ora lo avete capito tutti. I mondiali di calcio danno il benvenuto a Ricky Martin con la sua Copa de la vida. Neanche a dirlo, il singolo diventa disco d’oro e di platino in tutto il mondo.

Arrivano gli anni 2000 e il Mondiale dell’Italia

Germania 2006. Il nostro Mondiale. Saven nation military è una delle canzoni che riecheggia in quell’anno. Ma dell’inno ufficiale e delle varie canzoni ne ricordiamo sicuramente poche. Un artista, inaspettatamente, scrive il brano che ogni italiano oggi associa alla Nazionale di calcio di Francesco Totti, Alessandro Del Piero, Fabio Cannavaro e firm.

Checco Zalone! Perché con il suo “Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici…” ci ha preso in pieno. La canzone cube “E non possiamo perdere, e fare figure di…”. Beh, caro Checco, direi che la nostra figura l’abbiamo fatta eccome. Perché quel Mondiale ce lo siamo portato a casa.

E poi arriva il 2010. Il primo Mondiale in Sudafrica, quello che tutti ricordiamo sicuramente per quel suono che accompagnava – azzarderei fastidiosamente – ogni partita. Le vuvuzelas. E poi per la canzone ufficiale, come dimenticarla! Ah, già. Anche per la strepitosa vittoria dell’invincibile nazionale spagnola ovviamente.

Ma torniamo alla canzone. Bionda, colombiana, un movimento di bacino da farti chiedere se non fosse per caso invertebrata e un timbro di voce unico. Shakira, che con una canzone che celebra un tradizionale ballo camerunense sforna il tormentone planetario Waka Waka.

E adesso che abbiamo rivissuto la storia dei mondiali di calcio attraverso la musica, non ci resta che attendere di scoprire chi sceglierà la FIFA per il Mondiale in Qatar.

Chissà quale canzone legherà per sempre i nostri ricordi a questa edizione 2022. Quale canzone assoceremo alle lacrime, alla gioia, alle imprecazioni, alla voce persa. Per tifare. Per cantare.



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