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transizione “green” a rischio con rincaro materie prime


Le conseguenze economiche dell’invasione russa in Ucraina non hanno scosso solo le industrie petrolifere e del fuel. La Russia è infatti uno dei principali produttori di rame, nichel, platino e di altri minerali considerati fondamentali dalla “green economy”. I mercati dei metalli in cui opera la Russia sono impazziti dopo il by way of alle operazioni militari deciso da Vladimir Putin: un esempio è rappresentato dal nichel, il cui prezzo ha toccato picchi file rispetto agli ultimi 11 anni.

Russia ed economia inexperienced

Tagliare i ponti con i combustibili fossili russi, quindi, potrebbe non bastare per eliminare ogni forma di dipendenza dalle risorse offerte da Mosca. In gioco resterebbe infatti l’industria mineraria russa. Al momento le principali strategie per uscire da un’economia fondata sui combustibili fossili si basano principalmente sul rafforzamento di un’industria “green” che a sua volta dipende da metalli che vengono prodotti in grandi quantità sempre in Russia.

L’ombra cinese

Il file però può essere visto anche da un altro punto di vista. La Russia potrebbe infatti decidere di dirottare le sue risorse minerarie verso il mercato cinese, una forma di ritorsione che resta nelle mani di Putin che metterebbe in seria difficoltà diversi settori, compreso quello dell’automotive. Il nichel, infatti, è un prodotto fondamentale per la produzione di batterie agli ioni di litio per veicoli elettrici.

Come riporta Politico, la società cinese di resoconti sui prezzi Shanghai Metals Market ha pubblicato una nota in cui ha affermato che mentre le preoccupazioni del mercato peggiorano per le sanzioni alle industrie russe, “è probabile che più nichel venga esportato in Cina” a Nornickel, una delle più grandi aziende del settore,  o consegnato alle scorte di magazzino da cui alla wonderful sarebbe stato spedito “al mercato cinese”.

Qualche numero

L’impennata delle materie prime è chiaramente visinile nei numeri, che segnano recprd storici in quasi tutti inmercati: l’alluminio  ha superato per la prima volta la soglia dei 4.000 dollari per tonnellata, il rame ha toccato un massimo storico a ten.845 dollari per tonnellata ed il palladio un file di 3.442,47 dollari per oncia. E ancora, Il nichel è aumentato di oltre il 25% arrivando a 37.800 dollari, our senza raggiungere i picchi del 2007.





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