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Bonus fiscali solo se le imprese edili rispettano i contratti collettivi


SICUREZZA

di
Rossella Calabrese

Ministro Orlando: ‘il superbonus ha aperto all’improvvisazione nel reclutamento della manodopera, a scapito della sicurezza’





22/02/2022 – Per ottenere le agevolazioni fiscali, imprese edili dovranno applicare i contratti collettivi nazionali di lavoro che prevedano norme sulla sicurezza dei lavoratori.
 
È il contenuto della norma proposta dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando e approvata dal Consiglio dei Ministri del 18 febbraio – lo stesso che ha dato il through libera alle tre cessioni per i crediti dei bonus edilizi – e passata un po’ in sordina.
 
Il tema della sicurezza sul lavoro, da sempre al centro dell’agenda del titolare del Dicastero, è fortemente alla ribalta anche a seguito dell’applicazione del superbonus fiscale che – ha posto in rilievo il ministro Orlando stesso al termine del Consiglio dei Ministri – ha purtroppo provocato la crescita “dell’improvvisazione attraverso la quale si è reclutata la manodopera, a scapito della sicurezza e della condizione dei lavoratori nei cantieri”.
 
La norma prevede che il beneficio fiscale sia rilasciato soltanto in presenza di “un contratto siglato da organizzazioni che hanno messo al centro della loro attenzione il tema della sicurezza – ha illustrato il ministro – e ciò è un fatto positivo per i lavoratori, è un fatto positivo per le imprese che rispettano la legge e che fanno della sicurezza un obiettivo fondamentale, è un fatto positivo per la società”.
 
In altre parole, non potranno essere riconosciuti come lavori edili quelli eseguiti da datori di lavoro che non applicano i contratti collettivi del settore, nazionale e territoriali, stipulati dalle associazioni datoriali e sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Il CCNL applicato dovrà essere indicato nell’atto di affidamento dei lavori e riportato nelle fatture emesse per l’esecuzione degli stessi.
 
Importante e ampio il dispositivo che verificherà la corrispondenza fiscale e contrattuale: a controllare sarà l’Agenzia delle Entrate che si avvarrà dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dell’INPS e delle Casse Edili.
 





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