Politics

Liliana Resinovich, le tre cose certe nel giallo di Trieste – Cronaca

Liliana Resinovich: la sua morte resta un mistero
Liliana Resinovich: la sua morte resta un mistero

1. Lilly non è stata avvelenata 

Nessun veleno, nessuna droga.  È questa la conclusione della consulenza tossicologica richiesta dal procuratore di Trieste Antonio de Nicolo, che nei giorni scorsi ha chiarito: “ln conclusione, Ie determinazioni tossicologiche sulle diverse matrici biologiche. consegnate al laboratorio non dimostrano assunzione di sostanze xenobiotiche, droghe e farmaci, che possano aver cagionato il decesso del soggetto né concentrazioni che possano
aver concorso ad uno stato psicofisico alterato incosciente”, spiega l’ultimo comunicato. Gli esami hanno invece trovato tracce di tachipirina e aspirina. L’ultima cosa che potrebbe aver fatto Lilly prima di morire.

2. Non è stata picchiata

A gennaio l’autopsia aveva chiarito che la 63enne pensionata della Regione – sparita da casa il 14 dicembre e ritrovata cadavere il 5 gennaio in un parco – non period stata picchiata, “non sono stati rilevati traumi da mano altrui atti a giustificare il decesso”. Infatti, il medico legale aveva attribuito la morte a “scompenso cardiaco acuto”

3. Era viva tra le 8 le 9 del 14 dicembre

Tra le 8 e le 9 del 14 dicembre, il giorno della scomparsa, Liliana Resinovich è passata davanti al negozio di Iva, la fruttivendola di through San Cilino, una strada del quartiere San Giovanni dove Lilly abitava con il marito Sebastiano Visintin. Aveva uno sguardo cupo, preoccupato, dirà poi la commerciante. Subito dopo, Liliana Resinovich è stata ripresa da una telecamare di piazzale Gioberti, il capolinea degli autobus poco distante,. Poi, il vuoto.

4. Come potrebbe essere morta

A questo punto, si entra nel mondo delle ipotesi. L’inchiesta tiene ancora aperte le due ipotesi, omicidio e suicidio. Fulvio Covalero, amico di Liliana dai tempi della giovinezza, ha pensato a una ricostruzione, poi in qualche modo ‘avallata’ anche dalla criminologa Bruzzone. “Penso che Lilly possa aver subito un’aggressione verbale violenta e sia quindi morta per quello”. Insomma, le avrebbe ceduto il cuore. Ripartiamo allora dal capolinea dei bus. Continua Covalero: “Potrebbe essere salita in auto con qualcuno che conosceva bene, una persona di cui si fidava”. La stessa che avrebbe nascosto il cadavere, per poi farlo ritrovare nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico.

5. Il ritrovamento del corpo

Lo stato di conservazione del cadavere, ragiona Covalero, si potrebbe spiegare così. Riflette: “In questo caso si dovrebbe allora parlare di qualcuno che ha causato la sua morte, non che l’ha uccisa. Una discussione violenta dagli esiti imprevedibili”. 

Source hyperlink

Leave a Reply

Your email address will not be published.