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I podcast più belli, per cambiare vita e fare la rivoluzione (anche nell’arte)


Una delle prime cose che Marlene Dumas ha fatto quando è arrivata in Olanda, nel 1976, è stata vedere Linda Lovelace al cinema, in Gola profonda. Una celebrazione di assoluta curiosità e libertà per un’artista che veniva dal Sud Africa ed period abituata a vivere nella separazione tra bianchi e neri e tra le proceed censure su ciò che period lecito fare, leggere e sapere. Persino le foto di Nelson Mandela erano proibite. «Figuriamoci un movie porno», cube Dumas a Ivan Carozzi nella prima parte di Una specie di tenerezza, il podcast promosso da Palazzo Grassi, che della pittrice ospita la prima grande personale in Italia

La serie audio, prodotta da Chora Media, può essere usata come una versione migliore, e più ricca, delle information che si trovano nei musei. Pensato per visitare a Venezia Marlene Dumas. open-endpercorso in 100 opere a cura di Caroline Bourgeois, in collaborazione con l’artista – è un racconto a più voci che ha comunque vita autonoma dalla mostra: tra le pieghe si scoprono gli anni del debutto di Gilbert & George allo Stedelijk Museum, le efficiency di Stanley Brouwn, i passaggi di Marina Abramović advert Amsterdam e la speranza – questa volta vana – di incontrare Pier Paolo Pasolini. «Ero giovane. Volevo cose che non c’erano», ammette Dumas, che advert ogni modo saprà approfittare di tutti quegli incontri dopo essere cresciuta con due soli libri, la Bibbia e le favole dei fratelli Grimm. 

Estasi, disperazione ed erotismo: in una sala di Palazzo l’artista mette in croce un ranocchio, proprio quello dei baci delle principesse. «Da bambina avevo un insegnante che non mi piaceva per niente, perché pretendeva di dirmi come disegnare. Se non gli davo retta, mi colpiva le mani con il righello», ha raccontato un giorno. «Mi sono messa nei guai per non aver disegnato nel modo giusto, ma volevo avere la libertà di creare il mio mondo». Nel 2005, a un’asta di Christie’s, Dumas sarà l’artista donna con le quotazioni più alte. Chissà se al maestro è giunta la notizia.

Marlene Dumas, Monica (L.), 1996. Collezione dell’artista (foto Peter Cox)

peter cox

Il giorno che Putin incontrò il topo e le cronache dal fronte

Un ragazzino trova un passatempo per le sue giornate vuote: rincorre i topi e li ammazza con un bastone. Finché non ne trova uno che – forza della disperazione – prima gli salta addosso, e poi gli sfugge. Il ragazzino è Vladimir Putin. La lezione che impara quel giorno è di non chiudere il nemico in un angolo aspettando la sua reazione, di colpire per primo, di colpire per fare male. Un monito che ricorre, come un chorus, nelle 10 puntate di Nella mente di Putin. Storia dell’uomo che ha scatenato la guerra in Ucraina, il podcast del giornalista Enrico Franceschini, che è stato a lungo corrispondente da Mosca per la Repubblica: di quel mondo e di quei personaggi sa molto, di Putin e dei suoi tarli, dai tempi in cui faceva parte del Kgb, ancora di più. Prodotto da Chora Media, Nella mente di Putin è sulle maggiori piattaforme.



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