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non c’è accordo politico su flat tax area e rientro a regime Irpef ordinario


E’ ancora appesa advert un filo la riforma fiscale, un filo sottile che divide e forze di maggioranza, su quasi tutti gli elementi della tassazione dei redditi e dei beni. E dopo la guerra all’ultimo voto sul catasto, ci si prepara advert un fuoco incrociato sul tema Irpef, che non vede coese le forze che sostengono il governo.

Lo stato dell’arte

L’esame della delega fiscale si è arenato dopo gli “incontri tecnici” al MEF e non è stata ancora messa in calendario una nuova riunione della maggioranza per trovare l’intesa “politica” e far partire l’esame degli emendamenti in commissione. Per questo motivo il presidente della commissione Finanze Luigi Marattin ha chiesto al presidente della Camera Roberto Fico un allungamento dei tempi rispetto alla knowledge del 28 marzo, knowledge in cui il provvedimento avrebbe dovuto giungere in Aula.

Non c’è accordo sulla flat tax

A dividere i partiti della maggioranza è innanzitutto la flat tax. Il testo del governo prevede un regime forfettario sino alla soglia dei 65mila euro ed un periodo transitorio di due anni per ricondurre l’impresa che supera questa soglia al regime ordinario Irpef. IL problema è definire le aliquote per chi sfora questa soglia.

La Lega punterebbe advert alzare il tetto del regime forfettario da 65mila a 100 mila euro e, in ogni caso, advert applicare una aliquota fissa del 20% sino a questa soglia.

Il Pd punta invece advert un rientro “agevolato” dal regime forfettario al regime Irpef ordinario, ma ribadisce che il regime forfettario deve essere transitorio e non è possibile alzare la soglia come chiesto dalla Lega.

Il M5S si fa fautore della cosiddetta “easy tax”,  che prevede un’uscita graduale dal regime forfettario – un 20% al primo e secondo anno ed il passaggio al regime ordinario dal terzo –  per evitare lo “scalone” che si creerebbe con il superamento della soglia dei 65mila euro.

Si al cashback fiscale

Fra le proposte accolte dal governo il cashback fiscale, cioè e detrazioni relative a farmaci, spese mediche, assistenza ed altre spese socio-sanitarie saranno accreditate direttamente in conto corrente se saldate tramite strumenti tracciabili.

Rateizzazione Irpef e abolizione Irap

Fra le proposte della Lega c’è anche la possibilità di rateizzare il secondo acconto Irpef di novembre 2022, nel corso del semestre gennaio-giugno 2023, con riduzione della ritenuta d’acconto.

Assieme a Forza Italia c’è poi la proposta di estendere l’abolizione dell’Irap anche alle società di persone e studi associati.





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