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Perch i sedili ergonomici non sono da sottovalutare: il sigillo AGR e il caso Opel


La scelta di un’vehicle viene spesso orientata da parametri meramente “esteriori” come le dimensioni o il design, e funzionali, come il tipo di alimentazione, i consumi o il prezzo. Accade spesso di trascurare, seppur involontariamente, un imperativo categorico: l’auto si “vive da dentro”. Ed è proprio all’interno dell’abitacolo che troneggia un elemento essenziale, il primo punto di contatto tra il nostro corpo e l’vehicle, nonché secondo elemento più complesso (e costoso) di una vettura dopo il motore: i sedili.

Ignorarne l’importanza è una negligenza commessa di frequente, affiancata dall’errata convinzione che sia il corpo del conducente a doversi adeguare e abituare alla conformazione del sedile, e non quest’ultimo a plasmarsi sul corpo in base alle specifiche esigenze fisiche.

Quel che ne deriva è un conto piuttosto salato da pagare, soprattutto per chi percorre abitualmente lunghi itinerari: mal di schiena, cervicalgia, affaticamente a spalle e gambe sono solo alcuni dei fastidi fisici che subentrano in caso di scarsa comodità del sedile della propria auto.

SEDILI ERGONOMICI: COSA SIGNIFICA



E’ proprio all’esigenza di un maggior consolation che l’associazione no-profit tedesca Aktion Gesunder Rucker (AGR), che riunisce specialisti in medicina posturale, ha risposto “brevettando” l’omonima certificazione assegnata ai modelli muniti di sedili qualitativamente elevati. Per fregiarsi di questo marchio, i sedili devono essere regolabili sulla base delle esigenze fisiche del singolo guidatore e possedere una densa lista di requisiti stilata dall’ente, oltre a quelli di sicurezza previsti dalla legge. Il principio fondante prevede che, all’aumentare delle regolazioni di cui dispone il sedile, aumenti il benessere posturale del conducente (e le conseguenti possibilità, per un produttore, di ottenere il certificato).

Gli ingredienti base sono quindi ergonomia e regolazione, ma nell’elaborata ricetta AGR spiccano altri indicatori imprescindibili. Giudicare il sedile dal rivestimento è una scelta limitante, perché è la sua struttura a svolgere un ruolo primario, che deve essere sufficientemente robusta per dare un corretto supporto alla schiena. Anche le lunghezze minime e massime e la scelta dei materiali contribuiscono a rendere un sedile più o meno prestante e adeguato. In caso di temperatura elevata dell’abitacolo, un sedile in pelle, advert esempio, accelera la sudorazione aumentando così il rischio dei disguidi fisici che ne derivano, mitigati invece da una superficie traforata, capace di agevolare la ventilazione e ridurre l’umidità.

E poi c’è il discorso climatizzazione, aspetto a parer di molti tralasciabile (nell’immaginario collettivo, i sedili riscaldabili sono ancora percepiti come non-compulsory di lusso), ma che ha un peso specifico sulla resa finale della seduta, a maggior ragione se abbinata alla funzione massaggiante.

Il focus non è solo il sedile, ma anche la sua interazione con le altre componenti dell’abitacolo: per un conducente, la seduta di guida deve agevolare il raggiungimento di volante, pedali, show, cambio e altri strumenti in modo funzionale e senza sforzi fisici.

La dicotomia forma-sostanza, e il loro equilibrio, si rivela quindi centrale anche nell’automotive.

AFFIDARSI A UN SIGILLO: COSA CAMBIA?



Tutto molto bello comodo, ma se è vero che negli anni le case hanno iniziato a inserire l’ergonomia e il consolation dei sedili nella lista delle priorità rivolgendosi advert AGR per consegnare nelle mani dei consumatori un attestato di qualità, non si può ignorare un dato significativo: solo il 20% dei prodotti analizzati supera il rigido esame, supervisionato da un group tremendous partes di medici, terapeutici e luminari dello sport, come spiegato dalla stessa associazione.

La severità dell’analisi è dunque conclamata ma, numeri alla mano, il dubbio è che non tutti i produttori siano pronti a progettare sedili che si confacciano a uno normal così elevato (o che siano disposti a farlo solo sui modelli di alta gamma). Allo stesso tempo, potrebbero essere numerose le tipologie di sedili altrettanto qualitative che risultino tuttavia di lega inferiore a causa di una mancata richiesta di validazione da parte dell’ente preposto.

Il marchio AGR – ha raccontato advert HDmotori Stefan Koob, Global Head of Seat Structures & Components di Opel – dimostra che un sedile certificato è in grado di prevenire e ridurre malesseri fisici come il mal di schiena. Non è detto che quelli che non ne sono contraddistinti siano di qualità inferiore. I sedili AGR hanno però la garanzia di una squadra di esperti medici che forniscono in tal modo un consiglio ai consumatori, orientandone inevitabilmente l’acquisto”.

Oltre alle sopracitate caratteristiche tecniche, cosa rende quindi un sedile certificato AGR più affidabile rispetto a uno tradizionale? Lo abbiamo chiesto a Malte Kammann, membro del Consiglio di Amministrazione di AGR:

“Dipende dal produttore. Ci sono case automobilistiche che presentano prodotti validi che rispettano tutti i requisiti, e che sarebbero dunque affidabili anche senza ottenere la convalida di AGR. Altri marchi devono invece modificare i sedili presentati poter ottenere la certificazione, o semplicemente non superano la prova e devono rinunciare al sigillo.


Tra un sedile normal e uno AGR ci sono differenze a partire dalla struttura stessa del sedile, che nel caso di quelli certificati AGR deve soddisfare parametri come l’estensione della lunghezza e l’inclinazione della seduta. Attributi che i sedili normal non possiedono, pur essendo oggi caratterizzati da un buon livello di consolation. Il sigillo AGR è però il passo successivo”.

IL CASO OPEL E L’IMPATTO SUI COSTI



Il caso di Opel è emblematico: la casa tedesca collabora con l’ente da oltre vent’anni ed equipaggia gran parte delle vetture che compongono il suo parco con sedili certificati AGR. Il suo intento di “democratizzare” le tecnologie di vertice per renderle accessibili a chiunque lo dimostrava, già nel 2003, la scelta di inserire sedili ergonomici a marchio AGR nella categoria delle media, a partire dalla Opel Signum. E, a quanto pare, negli anni è riuscita a convincere il pubblico, con il 90% delle nuove vetture ordinate con a bordo i sedili AGR.

Optare per una più elevata qualità del sedile allontana numerosi compromessi, ma ne avvicina inevitabilmente altri. Primo fra tutti, l’aspetto economico. Spostandosi sul piano empirico, la scelta di sedili certificati AGR (in versione pelle Nappa e compresi in un pacchetto più ampio che embrace, tra le altre componenti, anche il parabrezza riscaldabile) sulla nuova Opel Astra aumenta di circa 1.300 euro il listino.

Sugli effettivi benefici arrecati alla salute dai sedili dell’auto ergonomici non si hanno (ancora) dati certi; di sicuro, una scelta del genere potrebbe rivelarsi un valido punto di partenza per attutire l’impatto delle lunghe sedute sul proprio corpo.



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