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Sigfrido Ranucci, conclusa l’istruttoria dell’Audit Rai

In meno di due mesi ha trovato un proprio compimento l’istruttoria aperta dall’Internal Audit Rai su Sigfrido Ranucci e sul comportamento che avrebbe assunto come conduttore di Report nei confronti di Andrea Ruggeri, esponente di Forza Italia e componente della Commissione di Vigilanza Rai, a cui Ranucci avrebbe inviato numerosi messaggi dopo un suo intervento nella suddetta commissione.

Se nell’intervista uscita lo scorso giovedì sul Corriere della Sera l’amministratore delegato Carlo Fuortes – che aveva richiesto in prima persona che sulla vicenda si esprimesse quello che aveva definito come “unico organo competente” – aveva riportato che il lavoro della commissione non period ancora completato, ieri la Rai tramite una nota ha così invece sintetizzato il contenuto di quanto stabilito circa la segnalazione sul conduttore di Report:

Con riferimento alle asserite acquisizioni di filmati con pagamenti irregolari e all’attività di dossieraggio, dopo una attenta e puntuale disanima riferita agli anni 2013-2021, la segnalazione non ha trovato alcun riscontro. Quanto al contenuto dei messaggi scambiati con componenti la Commissione parlamentare per l’Indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, l’Azienda, alla luce dell’accertata violazione del Codice Etico e valutate le circostanze, ha proceduto al formale richiamo del Dottor Ranucci all’osservanza dei principi etici e di comportamento aziendali, nonché dei doveri deontologici cui sono tenuti i giornalisti del servizio pubblico.

Immediata la reazione di Sigfrido Ranucci, che ha riconosciuto la bontà del lavoro svolto e al contempo ha ammesso la propria responsabilità, accettando il richiamo formale compiuto dalla Rai:

Sono orgoglioso di come è stato fatto il lavoro di analisi della contabilità di Report. L’audit della dottoressa Gandini e dell’Anticorruzione è stato rigorosissimo. Sono andati a vedere 10 anni di storia di Report e hanno trovato tutti i conti in ordine, perché ho sempre pensato che questo modo di procedere fosse una forma di rispetto verso il cittadino che paga il canone. Un’istruttoria che si è conclusa anche con un richiamo al rispetto del codice etico per il giornalista e agli obblighi deontologici. E’ giusto, chi sbaglia paga. Come sempre mi assumo le responsabilità di quello che faccio. Sarebbe bello lo facessero tutti quando sbagliano.



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