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Fotovoltaico, quando la Soprintendenza può dare parere contrario?



04/04/2022 – La Soprintendenza può opporsi alla realizzazione di un impianto fotovoltaico solo se sull’space è stato apposto un vincolo ambientale o paesaggistico. Lo ha affermato il Consiglio di Stato con la sentenza 2242/2022.
 
La pronuncia assume un’importanza di rilievo dal momento che il Decreto Energia, che al momento si trova alla Camera per la conversione in legge, mira a semplificare l’installazione degli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili.
 

Fotovoltaico, il caso

I giudici si sono pronunciati sul ricorso presentato da una società che intendeva realizzare un impianto fotovoltaico in space agricola.
 
In sede di conferenza di servizi, tutte le Amministrazioni coinvolte hanno dato parere favorevole, tranne che la Soprintendenza. A suo avviso, i pannelli, posizionati a terra, avrebbero danneggiato il paesaggio e la vicina space archeologica.
 
Secondo la società, l’impianto non sarebbe stato visibile grazie alla morfologia del territorio, sul quale non period presente alcun vincolo.
 
La società ha aggiunto che il Piano territoriale paesistico regionale (PTPR) avrebbe consentito la realizzazione di impianti e che, per effetto del  Decreto Governance PNRR e semplificazioni (DL 77/2021) ci sono casi in cui gli interventi, non essendo sostanziali, sono autorizzabili mediante procedura autorizzativa semplificata e la Soprintendenza non può opporsi.
 

Fotovoltaico, quando la Soprintendenza non può opporsi

Il CdS ha accertato che sull’space su cui sarebbe sorto l’impianto non period presente alcun vincolo ambientale o paesaggistico né erano state intraprese iniziative per l’apposizione di tali vincoli in futuro.
 
I giudici hanno rilevato inoltre che, nelle vicinanze dell’space interessata dall’impianto, period presente un’space archeologica che però non sarebbe stata coinvolta dall’impianto.
 
Il CdS ha infine sottolineato che la Soprintendenza non aveva fornito delle various meno impattanti per consentire la realizzazione dell’impianto, considerato di pubblico interesse.
 
Per questi motivi, i giudici hanno accolto il ricorso, sbloccando l’iter per l’installazione dell’impianto.
 

Fotovoltaico e rinnovabili, le semplificazioni in arrivo

Per centrare gli obiettivi di transizione ecologica e abbandono delle fonti fossili è necessario investire in fonti rinnovabili. Tali investimenti, però, potrebbero essere scoraggiati dal rischio dei contenziosi con le Soprintendenze.
 
Diventa fondamentale poter contare su una normativa il più possibile chiara e di facile applicazione.
 
Il Decreto Energia si muove in tal senso, prevedendo semplificazioni per il fotovoltaico in space agricola (sia per gli impianti con moduli collocati a terra che per gli impianti agrovoltaici) purchè i pannelli non occupino più del 10% della superficie agricola aziendale e (gli agrovoltaici) prevedano la realizzazione dei sistemi di monitoraggio ai fini della verifica e della attestazione della continuità dell’attività agricola e pastorale sull’space interessata.
 
Il decreto prevede inoltre che l’installazione degli impianti sugli edifici sia classificata come intervento di manutenzione ordinaria.
 
Nei giorni scorsi, il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha spiegato che gli investimenti devono essere compatibili con la tutela del paesaggio.
 
Una volta che il Decreto Energia entrerà in vigore, sarà necessario un coordinamento per evitare nuovi contenziosi.





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