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Massacro di Bucha: il commento di Linus

Sfruttare la popolarità globale del gioco del calcio e di due grandi squadre come Juventus e Inter per lanciare il messaggio più importante, quello per la tempo. Proprio nei giorni in cui da Bucha, in Ucraina, sono arrivate testimonianze terribili.

Questo è quello che ha fatto la Lega Serie A piazzando le cantanti Gaia e Kateryna Pavlenko (chief della band ucraina Go_A che abbiamo conosciuto all’Eurovision 2021) al centro dell’Allianz Stadium, a pochi minuti dal fischio d’inizio del match più atteso d’Italia e non solo.

I calciatori bianconeri e nerazzurri si sono incastrati in un unico grande abbraccio e le luci dell’impianto si sono spente per dare risalto a Imagine di John Lennon, interpretato dalle due artiste vestite di bianco con i nastri gialli e blu.

Allo stadio erano presenti Linus e Nicola Savino, che a Deejay Chiama Italia hanno raccontato la l’emozionante esperienza vissuta dal vivo. Ascoltate qui sotto:

“Imagine” in Juve-Inter e i racconti dall’Ucraina: il commento di Linus

Linus: “Gli applausi siamo tutti noi”

L’iniziativa non è stata però apprezzata da tutti. In quegli attimi, infatti, dagli spalti dell’Allianz Stadium sono piovuti alcuni fischi, resi inequivocabili dalla grande acustica dell’impianto.

“Tutto lo stadio ha ascoltato in silenzio, tranne qualche ‘fenomeno’ che ha iniziato a fischiare. Questa cosa è stata una bella metafora di quello che succede nella realtà: appena quei 5 o 6 hanno cominciato a fischiare, tutto il resto dello stadio ha cominciato a battere le mani cancellando completamente i fischi”. – Linus 

Purtroppo dove c’è conflitto non esistono canzoni, ma solo bombe e missili. Esiste però anche chi sostiene che la guerra in Ucraina sia una finzione, o meglio un’esagerazione. C’è chi pensa sia un conflitto politicamente “giusto” e chi non crede al racconto dei media occidentali. 

“Gli applausi siamo tutti noi, che diciamo: ‘Ma cosa state dicendo?’. Ma avete visto le immagini di questo posto alle porte di Kiev che si chiama Bucha e di quello che hanno fatto alle persone che non c’entravano niente con la guerra? A bambini, donne e anziani. Sono racconti non inventati, al contrario della triste propaganda russa: loro hanno detto che i cadaveri sono finti…”. – Linus

Sonia, un’ascoltatrice di Radio DEEJAY che ha risposto in diretta al commento di Linus, è proprio di questo parere: quelle di Bucha sarebbero immagini montate advert arte dai giornalisti occidentali per gonfiare le dimensioni e gli effetti catastrofici della guerra. Linus, senza esitare, si è preso subito qualche minuto per risponderle. Ascoltate qui sotto.

Le immagini da Bucha: le parole di Linus

Che si tratti di una guerra di propaganada, elemento fondamentale nell’period social, è ormai un dato di fatto. Ma sta advert ognuno di noi, alla superb dei conti, decidere di chi fidarci e da che parte stare. 

La propaganda russa, come dibattuto in radio, è un tipo di propaganda verticale: da uno a pochi, provenienti tutti dalla stessa space geografica. Un po’ gonfiata e un po’ di parte, come advert esempio quella americana durante le operazioni in Vietnam, Afghanistan o Iraq. Quando il gioco si fa duro, in sostanza, ognuno inizia a tirare acqua al suo mulino.

La “propaganda occidentale” invece non esiste, nel senso che qui le informazioni si diffondono in maniera orizzontale, cioè libere e senza vincoli. Le notizie ci arrivano da tanti giornalisti e testate differenti. In occidente, insomma, c’è lo sguardo critico di “mille occhi”, come ha detto Savino. Diverse fonti indipendenti che in questi giorni stanno raccontando, seppur non senza difficoltà e con possibilità di errore, lo stesso terribile state of affairs.

I “mille occhi” occidentali potrebbero essere benissimo rappresentati da quelli commossi di Wojciech Szczesny, portiere polacco della Juventus che durante Imagine non ha potuto non pensare alle sofferenze che in questo periodo sta vivendo la moglie ucraina Marina Luczenko. 

Vi lasciamo un video che vale più di mille parole. E rafforziamo il messaggio lanciato allo Stadium: diciamo no alla guerra, in qualunque sua forma. Perché la vittoria della guerra è una sconfitta per l’umanità.

“Imagine”: guarda la commozione di Szczesny



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