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La Commissione Europea ha proposto nuove sanzioni alla Russia

Martedì la Commissione Europea ha proposto nuove sanzioni contro la Russia, che nei giorni scorsi erano state richieste da molti chief europei dopo la scoperta del massacro di civili avvenuto a Bucha. Tra le nuove sanzioni, che dovranno essere approvate dai paesi membri dell’Unione, c’è soprattutto una sospensione delle importazioni di carbone dalla Russia (che valgono circa 4 miliardi di euro all’anno).

Non c’è invece, come previsto, il blocco delle importazioni di fuel naturale, su cui i paesi europei sono molto divisi. Da settimane ci sono infatti grosse discussioni al riguardo, e la Germania in particolare si è mostrata particolarmente restia a un blocco di questo tipo, a causa della sua grande dipendenza dal fuel russo. Non c’è nemmeno il blocco delle importazioni di petrolio, di cui però la Commissione Europea ha detto che si discuterà prossimamente.

Tra le altre sanzioni proposte ci sono il divieto di accesso ai porti europei per le navi appartenenti a compagnie russe (con alcune eccezioni beni essenziali come prodotti agricoli e alimentari), e un divieto di esportazione in Russia da parte di aziende tecnologiche che si occupano di settori come la produzioni di semiconduttori. È stato inoltre proposto un divieto di fare qualsiasi tipo di transazioni con quattro banche russe, tra cui VTB, la seconda più grande banca russa.

Per quanto riguarda l’andamento della guerra, stanotte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto che a Bucha le persone «torturate e uccise» sono oltre 300, e che il bilancio probabilmente peggiorerà ancora: «I corpi delle persone uccise, degli ucraini uccisi, sono già stati tolti dalla maggioranza delle strade. Ma nei cortili, nelle case, i morti rimangono. Le città sono semplicemente distrutte. È particolarmente dura vedere le tracce di proiettili sulle macchine con su scritto “bambini”», ha detto Zelensky.

Zelensky parlerà oggi al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che dovrebbe riunirsi nel pomeriggio per parlare della situazione di Bucha. L’incontro period stato richiesto dalla Russia, che nega le accuse e sostiene (senza show) che le evidenze di crimini di guerra ed esecuzioni sommarie di civili siano state inscenate dall’Ucraina su ordine della NATO e degli Stati Uniti. Nuove indagini basate su immagini satellitari e show open supply (cioè accessibili a tutti) dimostrano come i corpi lungo le strade di Bucha siano lì da settimane, cioè da molto prima che i russi se ne andassero dalla città.

È probabile che i paesi europei e gli Stati Uniti porteranno queste show al Consiglio di Sicurezza, ma è assai improbabile che si arrivi a qualche forma di provvedimento concreto nei confronti della Russia, che potrà esercitare il suo veto bloccando di fatto qualsiasi decisione del Consiglio.

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