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La lista dei 10 vini italiani di cui gli stranieri sbagliano più spesso il nome


Che i vini italiani siano tra i più amati all’estero non è una novità: i numeri delle esportazioni, eccetto l’ultimo periodo legato alla guerra in Ucraina, sono in perenne crescita con un 2021 chiuso a 7,1 miliardi, considerato un file. Ma anche se gli stranieri amano così tanto i nostri i nostri bianchi, rossi e rosati, non sempre sono in grado di pronunciare – o scrivere – correttamente il loro nome.

Cosa sbagliamo di più?

Per esempio, vi è mai capitato di sentire un turista ordinare al ristorante una bottiglia di «barollo», o «barolos», o persino «borollo»? Sono i tre modi in cui il nome del re dei rossi piemontesi viene storpiato più spesso. Non a caso cominciamo dal Barolo: è il primo della classifica dei 10 vini italiani il cui nome viene pronunciato e scritto male più spesso in assoluto. Una lista curiosa e divertente, frutto del lavoro di Cycling for Softies, tour operator specializzato in itinerari nelle regioni vitivinicole, che ha pensato bene di mettersi a cercare tra i vini più amati quelli di cui più spesso si sbaglia il nome. Per questo è partito dai 100 più popolari al mondo usando le liste Top 50 White Wines e Top 50 Red Wines di Taste Atlas e poi ha cercato i loro nomi con Ahrefs Keyword Explorer, strumento per la ricerca di parole chiave per il Seo, per individuare i termini ricercati più frequentemente in relazione a quello originale e i dati sul quantity di ricerca.

La lista italiana

Cominciamo dalla lista italiana, che è uno dei tanti risultati di questo studio singolare, perché è quella che ovviamente ci fa più sorridere: a seguire, dopo il Barolo, in questa lista c’è il Primitivo, scritto o pronunciato come «primativo» o «primitovi», seguito dal Nebbiolo che spesso diventa «Nebiollo». Non va meglio al Chianti, tra i vini italiani più noti all’estero, che diventa «chainti» o «cianti». Il Negroamaro invece, per tanti stranieri è «negramaro» (ma questo – ammettiamolo! – è un errore che spesso facciamo anche noi), il Sangiovese «sagiovese» o «san giovese», mentre il Barbera d’Alba diventa «de alba» e il Barbera «barbara». Chiudono la lista il Montepulciano d’Abruzzo trasformato in «montapulciano» o «montepuciano», e infine il Sagrantino che diventa «sagratino».

La classifica mondiale

A onor del vero c’è da dire che nemmeno noi siamo tanto bravi a pronunciare e scrivere i nomi dei vini stranieri. Anche se lo studio non cube da dove proviene chi sbaglia di più (sarebbe curioso scoprire anche questo), di certo ci è capitato. D’altronde, anche se i nomi sono stampati a caratteri cubitali sugli scaffali delle enoteche o dei supermercati, non sempre si ha il tempo di fissarli e memorizzarli.

Il primo della lista mondiale? Il Riesling, che poi è un vino che si fa anche in Italia (Alto Adige in particolare) oltre che molto diffuso nella Valle del Reno in Germania e in Alsazia: registra 
16990 ricerche errate ogni mese trasformato in «Reisling» o «Resiling». Al secondo posto c’è poi il portoghese Vinho Verde, con 12 mila ricerca errate: nella maggior parte dei casi si omette la h facendolo diventare «Vino Verde». Chiude il podio il francese Coteaux du Layon di cui ci si dimentica puntualmente la “x“: per tutti su Internet è il «Coteau du Layon». Ma tra i francesi l’errore più divertente è quello che riguarda il «Pouilly-Fuissé», vino della Borgogna: in rete per tutti è solo «Poulet Fuisse», che più o meno significa «Pollo scappato».

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