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Puglia, con due nuovi progetti di legge si torna sul tema ‘Piano Casa’



05/04/2022 – Sono state iscritte giovedì scorso all’ordine dei lavori della Commissione ‘Tutela del territorio, difesa del suolo, urbanistica, lavori pubblici’ del Consiglio regionale pugliese due proposte di legge per la riqualificazione del patrimonio edilizio e la riduzione del consumo di suolo.
 
Si tratta del progetto di legge “Programma eco-casa di riqualificazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente” a firma del consigliere PD Fabiano Amati e del progetto di legge “Disposizioni per la riduzione del consumo di suolo” del consigliere M5S Cristian Casili.
 

Il pdl ‘Programma eco-casa’

La decisione del consigliere Amati di depositare il testo è stata presa dopo che per molti mesi è stata sollecitata la presentazione, da parte della Giunta regionale, di un testo organico sulla materia. “Abbiamo atteso abbastanza – ha detto Amati. O la Giunta regionale presenta il suo disegno di legge sul Piano casa oppure procederemo con l’esame della nostra proposta”.
 
Amati ha infatti ricordato “il calvario che ruota attorno alla proroga del cosiddetto Piano casa, in virtù dell’impugnazione della legge regionale davanti alla Corte Costituzionale da parte del Governo”.
 
La proposta di legge – ha spiegato Amati – intende introdurre nell’ordinamento regionale il “Programma eco-casa”, un programma strutturale di riqualificazione, rigenerazione e riutilizzo del patrimonio edilizio esistente, in grado di raccogliere e superare il ‘vecchio’ Piano casa, eliminando però le incertezze normative generate dalla necessità di proceed proroghe e adagiato sulla vigente disciplina normativa statale e regionale.
 
Le finalità del “Programma eco-casa” sono:
– la riqualificazione, la rifunzionalizzazione e il riuso del patrimonio edilizio esistente in aree dotate di opere di urbanizzazione primaria;
– l’accompagnamento a politiche di rilancio demografico;
– la rigenerazione edilizia con materiali ecologici, idonei al risparmio energetico;
– la vivibilità degli abitati, favorendo il senso della storia e della tradizione, attraverso la ritrovata bellezza dei luoghi;
– la tutela del paesaggio così come inteso dal PPTR e dalle relative NTA;
– la riduzione degli ambiti di discrezionalità amministrativa;
– la larga produttività senza ricorrere alla spesa pubblica attraverso sussidi o agevolazioni;
– la raccolta di fondi da oneri di urbanizzazione, senza ricorrere a incrementi di tassazione, per la realizzazione di opere pubbliche di urbanizzazione.
 
Il testo prevede che il raggiungimento di queste finalità sia affidato ai Comuni: una deliberazione di Consiglio comunale potrà costituire variante semplificata agli strumenti urbanistici, ai sensi della LR 20/2001 (Norme generali di governo e uso del territorio), senza andare in deroga alla pianificazione paesaggistica complessiva del PPTR. Gli immobili esistenti potrebbero essere oggetto di ampliamento o di demolizione-ricostruzione nella misura massima rispettivamente del 20% o del 35%.
 

Il ddl contro il consumo di suolo

“Il consumo di suolo rappresenta una delle emergenze ambientali che, come classe politica, siamo chiamati ad affrontare. Auspico che la proposta di legge incardinata in commissione Ambiente, per la riduzione del consumo di suolo, vada in parallelo con il nuovo piano casa”. Così Cristian Casili, primo firmatario del progetto di legge del M5S.
 
Fulcro della proposta è la determinazione da parte della Regione della quantità massima di consumo di suolo ammessa nel territorio regionale, cui dovranno adeguarsi gli strumenti di pianificazione provinciale e comunale, in coerenza con l’obiettivo europeo di azzerare il consumo di suolo entro il 2050.
 
In story logica è previsto che gli strumenti di pianificazione comunale possano prevedere consumo di suolo esclusivamente nei casi in cui lo strumento di pianificazione comunale abbia dimostrato l’insostenibilità tecnica ed economica di riqualificare e rigenerare aree già edificate, prioritariamente mediante l’utilizzo di edilizia esistente inutilizzata o il recupero di aree dismesse.
 
In ogni caso, gli strumenti comunali di governo del territorio non possono disporre nuove previsioni comportanti ulteriore consumo di suolo sino a che non siano state del tutto attuate le previsioni di espansione e trasformazione vigenti. Ulteriore misura prevista è quella che favorisce l’uso temporaneo del patrimonio immobiliare esistente dismesso o inutilizzato finalizzato alla sua riqualificazione e recupero.
 

Piano Casa e nuove norme, i prossimi step

Nella seduta della Commissione del 31 marzo l’Assessora all’Ambiente, Pianificazione territoriale, Assetto del territorio, Paesaggio e Urbanistica, Anna Grazia Maraschio, period assente ma la dirigente della Sezione urbanistica ha affermato che l’Assessorato ha predisposto un disegno di legge che attende l’approvazione della Giunta.
 
“Il tempo è scaduto – ha detto il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Stefano Lacatena –: ormai è quasi un anno che aspettiamo invano che l’assessore Maraschio presenti il suo testo di legge per il Piano Casa ed è per questo che siamo pronti a dare il nostro contributo alla proposta che oggi abbiamo iniziato ad approfondire in Commissione”.
 
“Auspichiamo che sia presentato entro giovedì prossimo il testo annunciato dalla Giunta regionale, pronti a recepirlo e quindi a ritirare la nostra proposta. Se ciò non dovesse accadere, procederemo con la nostra proposta” – ha detto il consigliere Amati.
 
“La strutturazione di un nuovo e innovativo ‘Piano Casa’ è obiettivo condiviso dalla maggioranza del Consiglio regionale e dalla Giunta, che sarà centrato in tempi brevi e con un ampio processo di confronto e condivisione con le forze politiche di minoranza e con le rappresentanze di ANCI, ANCE, ordini professionali e organizzazioni civiche”. Così Paolo Campo, consigliere regionale PD e presidente della Commissione.
 
I lavori sono stati quindi aggiornati al 7 aprile; nella seduta saranno ascoltati i rappresentanti di Anci, Ance e degli Ordini professionali.
 





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