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Sallusti e Palamara chiudono la rassegna primaverile – Libero Quotidiano

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Milano, 5 apr. (Adnkronos) – “L’obiettivo di questi due volumi era quello di mettere sul tavolo ciò che accadeva nel mondo della magistratura per dare a tutti la possibilità di farsi un’opinione sul mondo della giustizia”. Così Luca Palamara, ex Presidente Associazione Nazionale Magistrati, è intervenuto in chiusura della quindicesima edizione di Direzione Nord di cui l’Adnkronos è media accomplice, presso la Fondazione Stelline a Milano insieme advert e Alessandro Sallusti, Direttore di Libero e Emanuele Pellegrini, Senatore Lega-Salvini Premier, intervistati dal Presidente Amici delle Stelline Fabio Massa nel corso dell’incontro ‘Chi controlla “il sistema”- I poteri occulti che divorano l’Italia’.

“Il racconto di Palamara porta alla luce come la stortura di quel sistema riguardi tutti noi e la democrazia- ha detto Sallusti-. Se le regole della democrazia vengono falsate siamo colpiti tutti. Palamara ci racconta come l’informazione sia stata il migliore alleato del sistema, senza la quale non avrebbe potuto operare. Anche all’epoca di Tangentopoli posso dire che l’informazione giocò un ruolo fondamentale. La circostanza che tutti gli attori di quelle vicende sono ancora al loro posto fa pensare che ancora il sistema non è scardinato”.

Con oltre 300.000 copie vendute “Lobby e Logge” il libro intervista di Luca Palamara, uscito lo scorso febbraio, resta ancora in cima alle classifiche, e costituisce uno spartiacque che sdogana ciò che prima solo si vociferava per i corridoi della giustizia.

“A Milano manca un procuratore capo da novembre 2021- ha aggiunto Palamara-. Fare una previsione sul nuovo procuratore? Bisogna capire quali sono o quali sono stati gli accordi che precedono le nomine. L’unico metodo temuto è il sorteggio”. E ancora “Spesso il cittadino non riesce a comprendere quello che accade nel mondo della magistratura, io faccio sempre un grande parallelismo tra quando si entra in un grande ospedale e quando si entra in un tribunale, il cittadino rimane smarrito, i processi vengono spesso rinviati, non si riesce ad ottenere la soddisfazione di un preteso diritto, non c’è certezza sulle decisioni, io penso che siano questi i temi sui quali bisogna avere il coraggio di fare un intervento riformatore avendo come obiettivo il benessere di tutti i cittadini perché la giustizia è un bene troppo importante per il vivere civile all’interno di un’istituzione democratica e soprattutto deve fungere da stanza di compensazione con gli altri poteri dello Stato”.



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