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Netflix affonda a Wall Street, il titolo crolla di quasi il 40%


Giornata nera per il titolo Netflix: a Wall Street perde il 35,1% e  il colosso della television in streaming vede andare in fumo 58 miliardi di capitalizzazione di mercato. Il tonfo gela anche gli altri huge del settore a partire dalla rivale Disney che perde oltre il 5%. Sotto pressione anche Spotify, che arretra del 9%.   

 Il timore diffuso è quello di un cambio delle abitudini dei consumatori. La corsa dell’inflazione, fra il caro-energia e il caro carrello della spesa, morde i portafogli e spinge a tagliare il superfluo. A questo si aggiunge la ritrovata possibilità di riprendere una vita normale dopo i lockdown e, soprattutto, la più ampia scelta di servizi e piattaforme. Al momento del suo lancio Netflix period l’unica protagonista sul mercato: ora a contendersi il pubblico ci sono giganti come Topolino, Apple e Amazon con a disposizione più risorse economiche e con ricavi diversificati che offrono una maggiore flessibilità. 

Per frenare l’emorragia di pubblico anche i tradizionali community through cavo si sono affacciati con prepotenza e forza allo streaming, andando advert affollare ancora di più il mercato.  Un rallentamento della crescita in casa Netflix period atteso dopo il increase da pandemia. Nessuno però pensava advert un così forte  calo degli abbonati: nel primo trimestre ne ha persi 200.000 e per quello in corso stima un calo di ben due milioni.

Tanto imponente è la perdita che il colosso, dipinto come “un paradiso senza spot”, ha aperto le braccia alla pubblicità e questo per poter offrire abbonamenti a minor prezzo e frenare così la fuga ma anche per aprirsi a nuovi abbonati.  Per gli analisti si tratta di un  tradimento della promessa originale che potrebbe essere un boomerang per Netflix.

 “Coloro che seguono Netflix sanno che sono contro la complessità della pubblicità e a favore della semplicità dell’abbonamento. Ma sono ancora più un fan di una scelta più ampia per i consumatori”, ha spiegato il co-amministratore delegato di Netflix, Reed Hastings. Nella lettera agli azionisti il colosso della television in streaming  ha attribuito la perdita di abbonati, la prima dal2011, a quattro fattori fra i quali l’inflazione e la guerra in Ucraina. Il conflitto ha infatti spinto Netflix a sospendere il suo servizio in Russia con la perdita di 700.000 abbonati. La società ha poi menzionato la concorrenza crescente e la condivisione delle password con la quale perde milioni di abbonati e contro la quale intende impegnarsi per trovare una soluzione. 

Se in Asia Netflix continua ancora a crescere, negli Stati Uniti e in Canada ha visto calare i suoi abbonati di 600.000 unità a causa del rialzo dei prezzi. La fuga da Netflix e il conseguente crollo a Wall Street attirano anche l’attenzione di Elon Musk, impegnato nella scalata a Twitter. Il  patron di Tesla la definisce “inguardabile” a causa del “woke mind virus”, ovvero il “virus” dello stare attenti e all’erta sulle ingiustizie sociali e razziali. L’analisi incassa il plauso di molti dei follower di Musk su Twitter, alcuni dei quali gli consigliano di acquistarla. 



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