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Cessione del credito, il quarto passaggio rende vane le misure antifrode?



21/04/2022 – Il quarto passaggio della cessione del credito porrebbe mettere a rischio le misure antifrode adottate fino advert ora. Il monito arriva dal Servizio Bilancio del Senato nella nota di lettura del disegno di legge per la conversione del Decreto “Energia” (DL 17/2022).
 

Cessione del credito, come funziona il quarto passaggio

Durante l’esame del disegno di legge, la Camera ha introdotto il quarto passaggio per la cessione del credito corrispondente ai bonus edilizi.
 
Dal primo maggio, le banche potranno operare una quarta cessione del credito, ma solo a favore dei soggetti con cui abbiano stipulato un contratto di conto corrente.
 

Quarta cessione del credito a rischio frode

Secondo il Servizio Bilancio del Senato, in assenza di altre specificazioni normative, i nuovi cessionari possono essere soggetti senza alcuna qualificazione. Il Governo, scrive il Servizio Bilancio, dovrebbe quindi valutare l’impatto di questa misura sulle nuove misure antifrode.
 
Ricordiamo infatti che, per limitare le frodi connesse ai bonus edilizi, sono stati introdotti una serie di limiti alla cessione del credito.
 
In un primo momento, è stato previsto l’obbligo del visto di conformità e dell’asseverazione della congruità delle spese per quanti si avvalgono della cessione del credito e dello sconto in fattura.
 
Successivamente, la cessione del credito è stata limitata a tre passaggi, ma le due cessioni successive alla prima possono essere effettuate soltanto a favore di soggetti qualificati, cioè banche e intermediari finanziari, società appartenenti a un gruppo bancario o imprese di assicurazione autorizzate advert operare in Italia.
 
La quarta cessione, così come prevista dal disegno di legge approvato dalla Camera e come sottolineato dal Servizio Bilancio del Senato, sarebbe aperta a tutti, quindi vanificherebbe le strette.

 

Cessione dei crediti, Ance teme il blocco dei lavori

Mentre la cessione del credito sta cercando di trovare la sua forma definitiva, l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) è preoccupata per lo cease delle banche alla cessione del credito.
 
Secondo il presidente, Gabriele Buia, la situazione “crea grandissimi problemi. Molti contratti rischiano di saltare e con l’esaurimento del plafond delle banche molte imprese non avranno la possibilità di scontare il credito”.
 
“E’ un disastro – aggiunge Buia – che vede la causa nel proliferare di aziende che nulla hanno a che fare con il comparto delle costruzioni. Sono mesi che ci sgoliamo denunciando la nascita di quasi 12mila nuove società che si sono iscritte alle Camere di Commercio con il codice Ateco delle costruzioni ma che in realtà non hanno nulla a che fare con il nostro mondo, che anzi subisce solo gli effetti peggiori di questa speculazione”.
 
“Basterebbe allungare per qualche altro anno la possibilità di usufruire del Superbonus” propone Buia, che chiede di applicare ai bonus edilizi le stesse regole del cratere del terremoto del Centro-Italia dove, “il denaro pubblico viene elargito solo a imprese qualificate”.
 





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