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La morte di Janna, 51 minuti dalla chiamata ai soccorsi alla presa in carico

Passarono 51 minuti da quando il fidanzato di Janna Gommelt chiamò i soccorsi, fino a quando l’ambulanza prese in carico la 25enne tedesca, che morì il 20 gennaio a Focene. La prima chiamata fu alle 15,39, e la donna fu soccorsa alle 16,30, come dimostra il referto del pronto soccorso che il quotidiano Repubblica ha potuto consultare.

Janna è morta per un infarto: più di 80 giorni dopo il suo decesso, la famiglia ha ricevuto il referto dell’autopsia: la morte è stata improvvisa, e dovuta a trigger naturali. Il fidanzato Michael Douglas lo aveva sostenuto fin dall’inizio: secondo lui, ­se i soccorsi fossero arrivati prima, Janna si sarebbe potuta salvare.

Quando finalmente hanno preso in carico la donna, i soccorritori le hanno somministrato tre fiale di adrenalina e due di cordarone, ma il suo cuore, ormai, non rispondeva più ai tentativi di rianimarlo. Una volta che l’ambulanza è arrivata in ospedale, al medico di turno non è rimasto altro da fare che constatare la morte della turista.

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La Regione Lazio ha pubblicato parte della telefonata che Douglas ha fatto ai soccorritori appena la fidanzata si è sentita male, e l’Ares ha dichiarato che «la telefonata è stata subito geolocalizzata».

Eppure l’ambulanza non è arrivata nel posto giusto, e l’Ares ha accusato Douglas di essersi «spostato autonomamente», senza motivare la ragione per cui i soccorritori non si sono messi direttamente in contatto con la persona che aveva chiesto l’intervento. In un quadro tanto nebuloso, adesso una certezza c’è: Janna è stata soccorsa quasi un’ora dopo la telefonata del suo fidanzato a chi avrebbe dovuto correre a cercare di salvarla.

«Ho provato a non dire nulla di personale ed emotivo rimanendo oggettivo in tutte le mie risposte durante tutto questo tempo», ha scritto Michael Douglas a Repubblica, «ma ho bisogno di dire quanto segue: non hanno fatto tutto quello che potevano per salvarle la vita. Se credono di aver fatto il miglior lavoro possibile, mi dispiace veramente tanto per chiunque avrà bisogno di affidarsi a loro in futuro».

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