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a marzo l’economia italiana rallenta, prospettive “cupe”


Il quadro internazionale è in peggioramento. In Europa a colpire è la guerra in Ucraina. Negli Stati Uniti, invece, l’inflazione. In Cina il ritorno dei contagi da Covid. Ecco perché Confindustria mostra preoccupazione, e parla di prospettive “cupe” per il nostro Paese.

A marzo infatti l’economia italiana è in “netto indebolimento”, con il conflitto in Ucraina che “amplifica i rincari di energia e altre commodity, e accresce la scarsità di materiali e l’incertezza. E’ così che nel primo trimestre il Pil si riduce e allunga un’ombra sul secondo trimestre: ”L’andamento in aprile è compromesso – sostiene Confindustria – e le prospettive sono cupe”.

Il prezzo del petrolio si è impennato, toccando un picco di 133 dollari al barile a marzo e poi assestandosi in aprile a 105 (da 74 a dicembre). Profilo simile per il gas naturale in Europa: picco a 227 euro/mwh a marzo e assestamento a 104 in aprile, che significa ancora +698% sul pre-Covid. Il prezzo dell’elettricità in Italia continua a risentirne molto (+523% nello stesso periodo). I prezzi delle altre materie prime, con il conflitto, hanno accentuato i rincari: metalli +86%, cereali +77% a marzo da fine 2019. Tutto ciò pesa su costi e investimenti delle imprese e sulla spesa delle famiglie. 

Inoltre, il rialzo dei tassi “è un problema” perché “farà crescere gradualmente la spesa per interessi”, e quindi “l’Italia avrà meno spazi di bilancio per mettere in campo una nuova manovra espansiva”.



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