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Leonardo Pieraccioni: «E adesso nonno (sprint!)»

Con Sabrina Ferilli

Leonardo Baldini

Che cosa pensa dei bordelli legali?
«Per capirne le dinamiche sono andato in un bordello svizzero, e lì ho incontrato il direttore che mi ha raccontato cose interessantissime, persino struggenti. Ci sono i clienti che si innamorano delle fatine, e ci sono poi le suocere che preparano i dolci per le ragazze. Loro non li mangiano, quindi vanno tutti al direttore. È un fraintendimento meraviglioso. In Italia si tende a non volere affrontare il tema della prostituzione, che è un argomento serio. Deve essere trattato con i protocolli giusti. Io sono favorevole ai bordelli legalizzati, ancora oggi tornando a casa per le strade di campagna mi capita di incontrare le ragazze lungo vialoni gelidi. È pericoloso, in mano alla criminalità».

E del celibato dei preti?
«Bisognerebbe che si sposassero, diamo anche a loro la scudisciata dell’amore, gioie e dolori (trip, ndr). Don Simone ironicamente a un certo punto si chiede “perché ci volete togliere il celibato della solitudine, perché devo ritrovarmi anch’io a casa una moglie incazzata?”».

Quattordici movie e i 60 anni che si avvicinano. Fino a qui?
«Tutto bene. Ho la fortuna di poter fare un mestiere, e non un lavoro. Se fai un mestiere, che sia il falegname o il maestro d’asilo, lo fai con la gioia di alzarti al mattino. Un lavoro è un’altra cosa. Oltre a questa fortuna, da 11 anni a questa pare ho una figliola come Martina che nemmeno nei miei pensieri potevo immaginare come lei. È una ragazzina rara, preziosa. E poi è dotata anche di comicità. I miei movie, però, non vuole vederli…».

Nessuno?
«Ne ha visti pochissimi, come Ti amo in tutte le lingue del mondo. Mi cube che li guarderà dopo, adesso guarda le serie. Una moglie bellissima, invece, mi ha detto che proprio non vuole vederlo. C’è sua mamma (Laura Torrisi, ndr), lo sente troppo vicino…».

Positivo anche il bilancio sentimentale?
«Super positivo, a 50 anni ho fatto tempo con quello che sono: non mi sono mai sposato e va bene così, proprio non ce la faccio. I miei movie lo dimostrano. Per me il matrimonio è una maratona di 47 chilometri, dove mi si rompe il laccio delle scarpe al settimo».

Il legame più lungo resta quello con Massimo Ceccherini?
«Assolutamente, anche se a quelli che dicono “siamo fratelli” non credo molto. Ognuno ne ha solo uno di fratello, al massimo, e il mio è Carlo Conti. Con tutti gli altri c’è un’amicizia misurata. Con Massimo abbiamo un’amicizia sana, ci si diverte a fare i movie, ci si racconta cose al telefono, ma non ci vediamo mai al di fuori del set. Siamo due provinciali che si vogliono bene a modo loro».

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