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Generali, all’assemblea tutto sarà già deciso. Ecco come funziona il voto virtuale



MILANO – La scena. Un elegante sito a Trieste, Palazzo Berlam, sede tra l’altro dell’archivio storico di Generali. All’interno, quattro persone: il notaio, il presidente, il rappresentante delegato e il segretario del consiglio. Per introduzione, come sempre, una prolusione dell’amministratore delegato e del direttore finanziario. Nella sala, una potente connessione per rilanciare il segnale e trasmettere in streaming l’assemblea del Leone Alato, ormai la terza in versione virtuale. I lavori stimati dureranno circa tre ore, ma in realtà è già tutto deciso. Vediamo perché.

Il voto. Le votazioni, il conteggio che deciderà le sorti della battaglia finanziaria più aspra dall’inizio del nuovo secolo stanno già avendo corso e il momento ultimo per esprimere il proprio gradimento a una delle tre liste in campo (o per meglio dire, per schierarsi con uno dei due blocchi che si contendono il potere, anche se è stata presentata anche la lista Assogestioni) scatterà il 28 aprile – il giorno prima dell’assemblea, quindi – entro mezzogiorno. Il 28 insomma è l’ultimo momento per far arrivare al rappresentante designato – un professionista indicato e pagato dalla società – la propria delega di voto. In realtà la spedizione del modulo di voto con vari canali deve arrivare entro il 27 ma poi c’è tempo ancora per una manciata di ore (fino a mezzogiorno appunto) per l’invio tramite portale on-line di Computershare (la società indicata da Generali e che esprime il rappresentante designato).

L’assemblea. Solo il 29 – knowledge dell’assemblea in seconda convocazione – si conoscerà però l’esito del voto: per comunicare le singole votazioni occorre infatti che la riunione dei soci venga formalmente aperta (ore 9). Sarà quello il momento in cui si saprà se ha vinto lo schieramento che fa capo alla lista del cda uscente – in primis Mediobanca – o quello di Caltagirone. Una parte significativa la giocherà l’affluenza degli azionisti, anche se virtuale: in particolare, quanto sarà forte la partecipazione degli investitori istituzionali. A loro sono arrivate le raccomandazioni dei proxy advisor, la cui attività consiste proprio nel consigliare strategie ai gestori di portafogli, che indicano di votare la lista del cda uscente. Ma è ovvio che ogni fondo resolve come meglio crede.

Ed è anche probabile che l’istituzionale voti prima, rispetto alla scadenza ultima, per ragioni pratiche: in genere, soprattutto i fondi esteri, votano per delega. E tradizionalmente, per Generali come per moltissime società quotate a Piazza Affari, si affidano allo studio legale Trevisan per il voto (che a sua volta poi invia il voto al rappresentante delegato, nei tempi prescritti). Sia Generali, sia Caltagirone inoltre hanno promosso la sollecitazione di deleghe – rispettivamente a Morrow Sodali e a Georgeson – e anche in questi casi in genere la scadenza delle deleghe è leggermente precedente all’ultimo minuto utile. 

Gli interventi. Trattandosi di un’assemblea virtuale, anche gli interventi sono “virtuali” o per meglio dire in differita. I termini per presentare domande alla società, facoltà prevista per qualsiasi azionista, sono già scaduti, mentre la società ha tempo al massimo fino al 25 aprile per mettere sul sito le risposte. Domande e risposte scritte che ovviamente non consentono repliche, come nelle assemblee tradizionali. Ma, in tempi ancora di quasi-pandemia, è pur sempre un’interlocuzione.



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