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Perso nel Metaverso? Ecco una mappa per orientarsi


Dopo che Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ha cambiato il nome della sua società in Meta lo scorso ottobre, il Metaverso è diventato famoso. Ma per la maggior parte delle persone, il suo significato resta ancora fumoso. Per fare un po’ di chiarezza è intervenuto Vincenzo Cosenza, blogger, consulente di advertising, saggista ed ex advertising supervisor di società tecnologiche come Microsoft, Blogmeter e Buzzoole. L’esperto ha aperto un Osservatorio sul Metaverso, allo scopo di studiare l’evoluzione degli spazi tridimensionali immersivi, studiare le migliori pratiche dei model e informare su questo tema. Inoltre, all’interno del suo weblog Vincos, Cosenza ha tracciato la mappa del Metaverso.

Cos’è e come funziona la mappa del Metaverso

La mappa del Metaverso realizzata da Vincenzo Cosenza classifica i diversi mondi digitali (o Metaversi) rivolti ai consumatori che presentano: ambienti tridimensionali, spazi condivisibili da più persone in contemporanea, con elementi di socialità e identità basate su avatar spostabili liberamente e capaci di interagire con gli altri e con l’ambiente. Sono state escluse dalla mappa le piattaforme dedicate al mondo del enterprise (come Virbela ed Engage) e quelle impiegate per realizzare mondi digitali tridimensionali (quali OpenSimulator e Vircadia).

La mappa classifica i mondi digitali lungo due dimensioni: tecnologia di funzionamento dell‘economia interna del Metaverso (blockchain o meno) e la tecnologia di accesso al Metaverso (browser/app o strumenti per la realtà virtualeVR). Per ogni quadrante, l’ordinamento dei servizi è per anno di rilascio (in basso i più vecchi, in alto i più recenti).

 

La classificazione dei Metaversi

Il primo quadrante (in alto a destra) comprende  i mondi esplorabili indossando un visore (autonomo o collegato advert un PC) che non fanno uso della tecnologia blockchain per governare l’economia interna.  In questo quadrante rientrano i “vecchi” Anyland e Altspace VR (nati rispettivamente nel 2012 e 2013) e i neonati Horizon Worlds (2021) e Manova World (2022). L’app più usata è VR Chat con 4 milioni di utenti. Seguono Rec Room, AltSpace VR (Microsoft) con 1 milione, Horizon Worlds con 300.000 utenti.

Il secondo quadrante (in alto a sinistra) embrace i mondi digitali accessibili attraverso un browser o scaricando un’applicazione per desktop o dispositivo cellular. Si tratta del gruppo più folto, che comprende tra gli altri Second Life, la app per i bambini Minecraft e il gioco Fortnite. Gli ambienti più utilizzati sono Roblox (che dichiara 54.700.000 utenti attivi giornalieri), Fortnite (si stima abbia 24 milioni di utenti giornalieri) e Minecraft (15 milioni di utenti giornalieri stimati).

Il terzo quadrante (in basso a sinistra) raggruppa i Metaversi creati usando la tecnologia blockchain e accessibili through browser o applicazione (desktop o cellular). In questi mondi si possono acquistare terreni ed oggetti tokenizzati (NFT), usando la criptovaluta emessa dal singolo servizio. Questi NFT hanno un valore di mercato anche al di fuori del market interno al metaverso di riferimento. Tuttavia, questi ambienti ancora poco utilizzati anche per le barriere all’ingresso legate alla conoscenza del mondo delle criptovalute.  Il più famoso Metaverso della categoria è Decentraland, si stima abbia 300.000 utenti mensili e in cui JP Morgan ha aperto la sua prima filiale virtuale.

Il quarto quadrante (in basso a destra) comprende i mondi digitali sviluppati su blockchain e accessibili solo tramite dispositivi di realtà virtuale: Somnium Space (2017), Neos (2018) e Spatial (2020).

Il futuro del Metaverso

Secondo Vincenzo Cosenza, “al momento il consumatore medio mal sopporta i vincoli alla sua esperienza, come l’uso di visori o la conoscenza del mondo cripto. Quindi si concentrerà sulle soluzioni più accessibili e così dovrebbero fare le aziende. Le cose potrebbero cambiare, ma non prima di 3-5 anni”. A suo avviso, nell’arco di un ventennio, quando la standardizzazione e l’interoperabilità dei sistemi daranno i loro frutti, i mondi digitali dei Metaversi saranno persistenti, ossia funzioneranno anche quando non saremo lì presenti e l’interazione con essi avrà ripercussioni nel tempo. Inoltre, sarà possibile spostarsi liberamente tra questi mondi con la propria identità (interoperabilità). Vincenzo Cosenza ha concluso: “Siamo ancora in una fase iniziale di sviluppo di questi mondi, ma le aziende più innovative stanno già sperimentando come relazionarsi con i consumatori in questi luoghi immersivi”.



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