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Progetto Happiness in Corea, il racconto dei viaggi

Progetto Happiness, la ricerca di felicità in giro per il mondo

Girare per il mondo alla ricerca della felicità o, almeno, dei diversi modi in cui viene percepita. È il Progetto Happiness, l’originale concept dello Youtuber e influencer Giuseppe Bertuccio D’Angelo, diventato famoso con i suoi video e i suoi contenuti in various parti del pianeta.

Un’concept nata nel 2019, dalla mente di un appassionato viaggiatore con tanta curiosità e la voglia di scoprire nuovi posti nel mondo, a cui unire il proprio talento e la passione nello scoprire sempre cose nuove. Un’concept appunto di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, che è stato ospite di Say Waaad? a Radio DEEJAY, nel programma condotto dal nostro Wad ogni giorno feriale dalle 20.

La mente del canale YouTube spiega come prima cosa da dove nasce il nome Progetto Happiness:

Sembra banale, ma avevo bisogno che il nome dicesse subito cosa facesse il progetto. Quindi ho detto: “Perché non progetto happiness?”.

Il Progetto Happiness e la rotta migratoria più letale al mondo

Tra le tante avventure vissute da quando ha iniziato con il suo nuovo lavoro, Progetto Happiness racconta di aver fatto abbastanza fatica a metabolizzare quella della rotta migratoria più letale al mondo. Il video e tutti i contenuti realizzati sono stati postati soltanto un anno dopo, anche per le difficoltà di parlare di quanto ha visto.

Il viaggio, in quel caso, period stato fatto a bordo di alcune delle navi che aiutano i migranti a salvarsi nella loro traversata della speranza. Le immagini dell’esperienza sono state poi utilizzate per montare un video verità dal fortissimo impatto. Tutta l’esperienza, in effetti, è rimasta impressa:

Le persone cercano di scappare dall’Africa per svariati motivi e cercano di raggiungere l’Europa, un porto sicuro. Io volevo documentare una situazione nella quale la felicità apparentemente non c’è. Quindi sono partito con loro, sono stato fortunato perché è la prima volta che permettono a uno Youtuber di salire. Mi vedevano come una figura un po’ leggerina, ho cercato di difendermi al meglio.

Progetto Happiness in Corea del nord

Tra tutti i video di Progetto Happiness, uno in particolare ha conquistato la curiosità degli utenti di web. Il viaggio in Corea del nord di Progetto Happiness ha colpito diversi internauti in tutto il mondo, proprio per come ha mostrato agli spettatori occidentali una realtà altrimenti fuori dalla nostra quotidianità.

Giuseppe di Progetto Happiness racconta i retroscena di quello che sembra davvero un mondo distopico:

Il viaggio in Corea del nord è la richiesta più ricorrente quando qualcuno mi incontra per strada. Sono partito da solo, il viaggio è lunghissimo. Io ero in Cina, stavo facendo il giro del mondo per questo progetto happiness. Ho fatto 36 ore di treno per andare in Corea del nord. È il Paese più isolato del mondo. Non hanno nessun contatto con il mondo esterno. L’ho dovuto dire prima all’agenzia viaggi che ero uno youtuber, un influencer.

In particolare, Giuseppe di Progetto Happiness è rimasto colpito dal modo in cui la Corea del nord si interfaccia con il mondo esterno. Un rapporto inesistente, a dire la verità:

È un movie distopico sovietico, un altro pianeta. Non sanno nulla del mondo esterno. Nel video, io giro in Corea del nord con due information che mi fanno vedere solo quello che vogliono loro e mi scortano 24 ore su 24.

Giuseppe di Progetto Happiness sulla Corea del Nord: “Emotivamente è in bianco e nero”

Progetto Happiness serve proprio anche a far vedere a tutti come si vive in altre parti del mondo, portando a conoscere tradition e visioni della vita completamente differenti. Giuseppe ne parla con Wad a Radio DEEJAY:

Emotivamente la Corea del nord è in bianco e nero. Vedi persone che sembrano zombie. Quando sei lì ti senti in un altro pianeta, ti sembra triste perché le persone non sanno cosa ci sia fuori. Lì non c’è web. Hanno intranet, i loro cellulari tipo Alcatel da 12 euro. Non hanno niente. Ho fatto vedere loro Instagram, non capivano. Questa cosa è da Black Mirror. Poi ci sono regole preoccupanti.

Il viaggio di Progetto Happiness in Corea del nord, in effetti, non è stato del tutto sicuro. Lo stesso Giuseppe non nasconde di aver vissuto l’esperienza con preoccupazione:

Avevo il timore di non uscire. Sono sempre stato molto attento e molto cauto. Ci sono regole che ti mettono nei guai. Non puoi dire Corea del nord, loro sono la Corea. C’è una sola Corea, che sono loro. Se dovessi portare una Bibbia in Corea del nord finirei in carcere. Se piegassi una giornale sulla foto di Kim-Jong Un, sarei deportato. Se fai una foto a solo una parte di una scultura, vieni deportato. C’erano sempre una guida davanti e una guida dietro di me che vedevano le riprese.

Per vedere l’intervista completa di Progetto Happiness da Wad a Radio DEEJAY, con tantissimi aneddoti su viaggi interessanti, clicca sul video qui sotto.

I prossimi viaggi di Progetto Happiness

In ogni caso, l’esperienza di Progetto Happiness in giro per il mondo proseguirà. Oltre a un eventuale ritorno al Quirinale, argomento su cui ha scherzato con Wad, Giuseppe ha in programma, più nell’immediato di andare in Kenya. Sarà questo quindi il prossimo viaggio di Progetto Happiness, ovviamente documentato sul sito e sui social.

Sempre con la grande forza di Progetto Happiness: la capacità di portarci in luoghi che non potremmo pensare di visitare, facendoci sentire lì. Sempre alla ricerca della felicità, sempre per far vedere un punto di vista differente sul mondo.



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