Politics

Corte Costituzionale: ai figli il cognome di entrambi i genitori

Arriva un diritto che le donne italiane aspettavano da decenni. La Corte presieduta da Giuliano Amato ha stabilito che sono illegittime tutte le norme che attribuiscono automaticamente il cognome del padre ai figli. In base a questa sentenza la regola porta advert attribuire il cognome di entrambi i genitori nell’ordine che scelgono, ma anche solo uno dei due, in base alla loro decisione.

Finora l’articolo 262 del codice civile attribuiva automaticamente il cognome del padre: «Il figlio assume il cognome del genitore che per primo lo ha riconosciuto. Se il riconoscimento è stato effettuato contemporaneamente da entrambi i genitori il figlio assume il cognome del padre». Da più di un anno la Corte si occupava della questione partendo dal caso di una coppia di Bolzano che voleva dare al figlio, nato fuori dal matrimonio, il cognome materno.

Questo spiega la Corte: «La regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico».

Diventano illegittime tutte le norme che prevedono l’automatica attribuzione del cognome del padre, «con riferimento ai figli nati nel matrimonio, fuori dal matrimonio e ai figli adottivi».  Sarà poi compito del legislatore regolare tutti gli aspetti connessi alla decisione.

Per la Corte la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre  è discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio. «Nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale». Già nel 2006 la Corte aveva detto che il solo cognome paterno è il retaggio di una concezione patriarcale della famiglia e di una tramontata potestà maritale, non più coerente con il valore costituzionale dell’uguaglianza uomo donna esortando il parlamento a cambiare le regole. Del 2016 è la sentenza sulla possibilità del doppio cognome. 

Altre storie di Vanity Fair che ti possono interessare:

È morto a 91 anni Nino Cerruti, vero signore della moda

La copertina di Vogue di aprile è un appello: «Ritorniamo umani»

Source hyperlink

Leave a Reply

Your email address will not be published.