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Bce: ripresa nel 2021, ora pronti a ogni azione per stabilità – Economia


Il 2021 è stato l’anno in cui “l’area euro” si è mossa “su un più solido sentiero di ripresa dopo l’emergenza pandemica” ma ora, dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, la Bce è “pronta a qualsiasi azione necessaria per adempiere il mandato di perseguire la stabilita’ dei prezzi e per contribuire a preservare la stabilita’ finanziaria”. E’ quanto si legge nell’introduzione al rapporto annuale della banca centrale, redatto poco prima dell’inizio del conflitto dove sottolinea come lo scorso anno il Pil reale dell’eurozona sia salito del 5,3% con una decelerazione alla wonderful dell’anno e un aumento forte dell’inflazione.

Il numero di banconote euro contraffatte è sceso ai minimi storici nel 2021, si legge inoltre nel rapporto della Bce secondo cui “il numero di falsi lo scorso è stato pari a 347mila, ovvero un rapporto di 12 banconote contraffatte ogni milione di banconote in circolazione”. La “qualità dei falsi resta bassa” nota la Bce e questo “rende la loro scoperta veloce e facile attraverso il semplice check ”toccare-guardare-muovere’.

“L’invasione russa dell’Ucraina ha gettato un’ombra oscura sul nostro continente. La guerra in corso è prima di tutto una tragedia umana che causa enormi sofferenze. Ma sta colpendo anche l’economia, in Europa e non solo. L’attività economica dovrebbe continuare a crescere quest’anno, anche se a un ritmo più lento di quanto previsto”. Lo cube il vicepresidente della Bce Luis de Guindos in audizione alla commissione Economica del Parlamento europeo. “Con le restrizioni legate alla pandemia che pesano ancora sull’attività economica, è probabile che la crescita dell’area dell’euro sia stata debole nel primo trimestre di quest’anno”.

“E’ molto probabile che l’aumento dei prezzi rimarrà elevato nei prossimi mesi, principalmente a causa del forte aumento dei costi energetici”, ha aggiunto de Guindos. “A medio termine, la maggior parte delle indagini e delle misure di mercato delle aspettative di inflazione indicano tassi intorno al nostro obiettivo del 2%.Tuttavia – evidenzia de Guindos -, le aspettative di inflazione sono aumentate negli ultimi mesi e i primi segnali di revisioni al di sopra dell’obiettivo richiedono un attento monitoraggio”.  “La mia valutazione è che siamo molto vicini al picco e cominceremo a vedere un calo dell’inflazione nella seconda metà dell’anno” – aggiunge – “Tuttavia l’inflazione sarà alta, anche nell’ultimo trimestre dell’anno le nostre proiezioni la vedono al di sopra del 4%”.

“Arriveremo a una fase di crescita negativa? No. Per il momento, stando alle nostre analisi, anche nel peggior scenario possibile, nel 2022 avremo una crescita positiva” – ha evidenziato – “Al tempo stesso a causa della guerra la crescita è stata compressa e dobbiamo tener conto dell’andamento della guerra che è al di là delle nostre capacità di previsione. Per questo l’incertezza è molto elevata”.

“La frammentazione finanziaria è sempre una preoccupazione per noi”, ultimamente “abbiamo visto un aumento dei rendimenti” dei titoli pubblici “ma finora non abbiamo assistito a un importante ampliamento degli spread. Posso assicurare che siamo pronti ad agire” davanti a questa eventualità” afferma de Guindos. “I Paesi advert alto debito e alto deficit dovranno avere programmi di politica fiscale prudente”, sottolinea.





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