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Le Borse di oggi, 28 aprile. Mercati verso un’apertura positiva al traino di Facebook. Occhi sul Pil americano



MILANO – La trimestrale di Meta (la compagnia di Facebook) puntella l’umore degli investitori, fa volare i future sul Nasdaq e proietta verso il terreno positivo l’apertura degli scambi in Europa. Il social community, nonostante il calo dei ricavi, ha battuto le attese dal punto di vista degli utili e la sua azione è arrivata a volare di quasi il 20% nel post-mercato di Wall Street.

La volatilità resta comunque l’ingrediente principale dei mercati, a maggior ragione dopo le minacce e contromosse tra Russia ed Unione europea sul fronte del gasoline. Il braccio di ferro riguarda le modalità di pagamento delle forniture: il Cremlino vuole rubli, l’Europa cube agli importatori di non piegarsi a una richiesta che violerebbe le sanzioni comunitarie. Alcuni operatori si stanno attrezzando con il meccanismo congegnato da Mosca: aprire un secondo conto, in rubli, presso Gazprombank sul quale verrebbero convertiti automaticamente i pagamenti effettuati in valuta occidentale sul conto corrente principale. I distributori in Germania, Austria, Ungheria e Slovacchia – inclusi alcuni dei maggiori importatori come la Uniper di Dusseldorf e la OMV di Vienna – secondo il Ft stanno preparando c/c in rubli alla Gazprombank in Svizzera. L’Eni, che ha la scadenza del prossimo pagamento nella seconda metà di maggio, sta valutando la situazione.

Oggi, poi, gli occhi degli investitori sono puntati sulla stima del Pil Usa nel primo trimestre. Attesa anche per i dati di domani sui prezzi al consumo e sul Pil nell’Eurozona. Ieri sera Wall Street ha chiuso poco mossa con il Dow Jones in rialzo dello 0,19% e il Nasdaq debole a -0,01%. E’ rimasta comunque una intonazione positiva per i listini asiatici: a Tokyo il Nikkei sale dell’1,6%, Hong Kong aggiunge o 0,25% mentre Shanghai è debole e cede lo 0,5%.

La tensione sul mercato dei cambi parte invece dallo yen, portato vicino al livello allerta di 130 per dollaro dal fatto che la Banca del Giappone abbia confermato il suo massiccio programma di stimolo e l’impegno a mantenere i tassi di interesse ultra-bassi, rafforzando la sua determinazione a sostenere l’economia nonostante i forti aumenti dei costi delle materie prime stiano spingendo al rialzo l’inflazione. “La BOJ si aspetta che i tassi di interesse a breve e lungo termine rimangano ai loro livelli attuali o più bassi”, ha detto la banca in una dichiarazione, lasciando invariata la steerage della precedente riunione di marzo. La mossa ha accentuato il rafforzamento del dollaro in atto in questo periodo, che si è verificato anche nei confronti dell’euro: la moneta unica è ai minimi dal 2017.



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