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Mutui e tassi in risalita: come e quale scegliere


Devi stipulare un mutuo? Ecco quale conviene scegliere, a seconda di età e finances, di fronte all’aumento dei tassi di interesse

Dopo un lungo periodo nel quale i tassi per i mutui sono scesi e poi rimasti invariati (e convenientissimi, pari quasi allo zero), da qualche tempo si sta assistendo a una ripresa della crescita. Insomma, chiedere soldi in prestito per comprare casa sta tornando a costare di più.

Abbiamo chiesto qualche consiglio a un’esperta, l’avvocato Raffaella Grisafi, vicepresidente dell’Osservatorio imprese e Consumi e vicepresidente Konsumer Italia.

I tassi tornano a crescere

I numeri parlano chiaro: negli ultimi 30 giorni l’indice l’Euris a 20 anni, cioè l’indice di riferimento dei mutui a tasso fisso con questa durata, è arrivato all’1,47%, mentre solo un mese fa period fermo allo 0,9%. La forbice è ancora più allargata se si considera che a dicembre 2020 l’Euris period pari allo 0,01% mentre il 20 aprile period arrivato a 1,65%. Non va meglio se si prende in considerazione anche un altro dei parametri che determinano la rata del mutuo, cioè l’Euribor, su cui si calcolano gli importi per i mutui da rata variabile. Nonostante sia negativo (advert aprile in media -0,45%) è comunque in aumento rispetto a marzo e, ancor di più, a dicembre scorso quando period pari a -0,58%. Purtroppo non si tratta degli unici dati che pesano sulle charge, perché anche le banche stanno aumentando gli unfold, cioè la loro “quota di interessi”.

Perché aumentano tutti i costi dei mutui?

La ripresa della corsa dei tassi per i mutui period nell’aria e persino Bankitalia aveva anticipato questo fenomeno. Ma perché? «Ad incidere sull’andamento dei tassi è l’effetto di incertezza, causato dalla guerra in Ucraina. Questa di fatto ha aumentato le conseguenze dell’inflazione, in crescita a inizio del 2022, e a sua volta derivata dal periodo di publish pandemia» spiega l’avvocato Raffaella Grisafi, vicepresidente dell’Osservatorio imprese e Consumi. «L’attuale situation comporta un aumento generale dei costi, che incide tanto sugli interessi, quanto sui costi vari legati advert un mutuo. Ad incidere non è tanto lo unfold in sé quanto l’inflazione, che potrebbe spingere a un intervento futuro della Bce, la Banca centrale europea» aggiunge l’esperta. Tra i primi effetti concreti, però, c’è anche la limitazione della concessione di mutui.

Non più prestiti del 100%: che fare?

Ad esempio, come emerge da un’indagine dell’Osservatorio MutuiSupermarket.it, Crédit Agricole e Avvera del gruppo Credem, non concedono più mutui a tasso fisso per prestiti superiori all’80% del valore dell’motionless che si intende acquistare, e non si tratta degli unici istituti che hanno preso questa decisione. Unicredit e Bper, invece, hanno scelto di non erogare mutui alle giovani coppie – sempre a tasso fisso con garanzia Consap – seguite da Banco Bpm, che ha esteso questa coverage anche ai mutui a tasso variabile, mentre Banca Sella limita i prestiti al 70% del valore della casa, in caso di mutui agli underneath 36. L’unico istituto che ancora va controcorrente è Ing, che arriva a prestiti del 95%.

Cosa cambia per i giovani: i consigli dell’esperta

I primi a fare le spese di questa inversione di tendenza sono i giovani, che notoriamente hanno più difficoltà advert accedere a prestiti. Per loro è prevista la possibilità di accedere al Bonus prima casa per gli underneath 36, con specifiche offerte nell’ambito del Fondo di Garanzia Prima casa. Si tratta di un programma, avviato nel 2015 e rafforzato con il decreto Sostegni bis del maggio 2021, che ha portato dal 50% all’80% la parte del prestito coperta dallo Stato per i giovani con un Isee inferiore ai 40mila euro. Ma alcune banche stanno sospendendo le offerte relative a questo Bonus. Che fare? «Occorre innanzitutto verificare se il rifiuto sia fondato e quali siano le motivazioni, stando attenti a non essere indotti a sottoscrivere contratti diversi che potrebbero avere il solo scopo di sviare da quelli con il Bonus, che invece sono più convenienti per il consumatore. Quindi, chiedere sempre le motivazioni che hanno portato a rifiutare la richiesta anche per capire se il rifiuto derivi da incompletezza della documentazione, carenza di requisiti, assenza di merito creditizio, quindi delle condizioni per erogare il prestito – consiglia l’esperta – Le richieste alla banca vanno fatte sempre fatte by way of pec o raccomandata così da indurla a rispondere per iscritto entro 60 gg. Inoltre è importante sempre stare attenti a eventuali operatori del mondo dell’intermediazione del credito che promettono tassi vantaggiosi e mutui sicuri: occorre sempre valutare i costi del sevizio e valutare se è effettivamente adeguato e conveniente».

Cosa conviene di più adesso: tasso fisso o variabile?

Ma cosa è meglio scegliere in questo momento? «Occorre prima fare una distinzione tra chi ha già un mutuo e chi oggi intende richiederlo – premette Grisafi – Per chi ha un mutuo, gli effetti di un aumento dello unfold sono piuttosto limitati. Se è a tasso fisso, infatti, le charge non cambiano per tutta la durata del prestito. Anche se il mutuo è a tasso variabile, l’aumento dello unfold non comporta un automatico aumento della rata, poiché i tassi di riferimento più utilizzati, advert esempio l’Euribor, non sono strettamente collegati all’andamento dello unfold».

«Diverso è per chi oggi richieda un mutuo: attualmente il mutuo a tasso fisso appare più caro rispetto a quello variabile ed in generale appaiono più costose le stime di mutui a lunga durata. Però va considerato un altro aspetto, cioè che non si può mai in astratto affermare se è consigliabile un tasso fisso o variabile perché advert incidere sulla convenienza del mutuo non è solo l’interesse, ma principalmente le caratteristiche del consumatore: il reddito di cui si dispone, l’importo del prestito che si intende finanziare, la durata dell’ammortamento del mutuo e, non ultimo, quanto si rischia con un eventuale aumento dei tassi di interesse nel corso degli anni» spiega l’esperta.

«Dunque occorre capire quali siano le nostre disponibilità sul lungo periodo e la nostra propensione al rischio, advert esempio tenendo conto che un tasso fisso che oggi appare più alto del variabile su un mutuo di lunga durata (e quindi più esposto advert incertezza) potrebbe essere più adatto alle nostre esigenze perché ci assicura la certezza dell’importo fisso senza temere il rischio di subire le oscillazioni del mercato» conclude l’avvocato.

Le avvertenze: attenzione ai tassi

Infine, ricordiamo che si potrebbe sempre incappare in qualche “truffa” o comportamento persino illegale, da parte di chi offre prestiti a tassi superiori a quelli indicati (a cadenza trimestrale) da Bankitalia, oltre i quali si finisce nel campo dell’usura. Fino al 30 giugno il limite massimo di tasso legale è pari all’1,99% per i mutui fissi e al 2,27% per i variabili. «Il consiglio generale, per la scelta di un mutuo è di comparare le offerte prima di ogni scelta: richiedere sempre il documento Prospetto informativo europeo standardizzato (cosiddetto PIES) a ciascuna banca e confrontare le offerte ricordando che la banca è obbligata advert applicare le condizioni promesse in fase precontrattuale – spiega Grisafi – Ricordare inoltre una regola preziosa: il consumatore ha sempre diritto alla portabilità del mutuo questo permette di cambiare istituto nel caso di offerta più conveniente. Quindi diversamente da come siamo abituati a pensare “un mutuo non è per sempre” perché può essere oggetto di rinegoziazione (se la banca è disponibile) o di portabilità con la scelta di un nuovo e più conveniente istituto e senza costi per il consumatore».





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