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A chi vende armi l’Italia e quanto ne ricava

Mentre continua la guerra in Ucraina, il dibattito italiano e internazionale si sposta sulla spesa in armamenti e sul cambio delle strategie di difesa degli Stati, anche sotto il punto di vista degli aiuti militari agli ucraini. Il Governo italiano ha pubblicato i documenti sui propri movimenti economici nel campo delle spese militari, relativi al 2021. In generale, proprio il 2021 è stato un anno document per l’industria degli armamenti nel mondo.

Le armi nel mondo

Nel 2021 la spesa militare del mondo è aumentata dello 0,7%, superando i 2mila miliardi di dollari. I Paesi che nel 2021 hanno speso di più sono stati Stati Uniti, Cina, India, Regno Unito e Russia, che insieme rappresentano il 62% della spesa totale, secondo i nuovi dati sulla spesa militare globale pubblicati dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI). .

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Rispetto al Pil, spicca la spesa della Russia che ha aumentato le sue spese militari del 2,9% nel 2021, portandole a 65,9 miliardi di dollari, in un momento in cui stava rafforzando le sue forze lungo il confine ucraino. Questo è stato il terzo anno consecutivo di crescita e la spesa militare russa ha raggiunto il 4,1% del PIL nel 2021. Per avere un paragone, la spesa militare statunitense è stata invece di 801 miliardi di dollari nel 2021, con un calo dell’1,4% rispetto al 2020. Rispetto al Pil, è stata inferiore a quella russa ed è leggermente diminuita, passando dal 3,7% nel 2020 al 3,5% nel 2021. La Cina, il secondo paese che spende più al mondo, ha stanziato circa 293 miliardi di dollari per le sue forze armate nel 2021, con un aumento del 4,7% rispetto al 2020. La spesa militare cinese cresce da 27 anni consecutivi. 

Quanto guadagna l’Italia dalla vendita di armi? 

Secondo il report del Governo, nel 2021 l’Italia ha esportato armi per 4,6 miliardi di euro, mentre ne ha importate per 679 milioni di euro. Il saldo, positivo, è dunque di poco più di 4 miliardi di euro. Il valore delle esportazioni è lievemente diminuito rispetto all’anno precedente, il 2020, in cui l’Italia ha esportato armi per 4,7 miliardi di euro. Nel 2019 e nel 2018, invece, il valore è stato per entrambi gli anni superiore ai 5 miliardi, comunque lontano dal document di quasi 15 miliardi del 2016. Nel 2017 le esportazioni sono state pari a ten,3 miliardi.

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A chi vende armi l’Italia?

Nel 2021 l’Italia ha venduto armi a 92 Paesi. Più della metà di questi erano dell’Unione Europea e/o della Nato (il 52% del totale): questo dato supera il 50% per la prima volta dal 2016. La metà di queste operazioni è costituita da paesi della Nato (Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Norvegia, Turchia, Albania e Macedonia del Nord).

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Ma a quali paesi l’Italia ha venduto di più? Tra i primi 25 Paesi in ordine di armamenti esportati spicca il Qatar, che, rispetto al 2020, prende il posto dell’Egitto scivolato al 18esimo posto. A livello regionale, l’Africa Settentrionale e il Vicino e Medio Oriente perdono, dopo diversi anni, la prima posizione, che passa ai Paesi Europei membri Ue o Nato. Crescono anche le esportazioni in America Settentrionale, che consolida la terza posizione, seguita dall’Asia, pure in aumento. In Europa, salgono in graduatoria Francia, Germania e Paesi Bassi (questi ultimi, sesti, erano tredicesimi nel 2020), mentre scendono Regno Unito (dalla terza alla settima posizione) e Spagna (dalla dodicesima alla diciannovesima). A livello globale risale il Pakistan (29mo nel 2020) ed

entrano tra i primi 15 mercati Filippine e Malaysia. Questa la lista dei primi 25 paesi:

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Quali armi ha venduto l’Italia

Anche nel 2021 la categoria “materiali” è la più esportata, sia per valore complessivo che per numero di articoli (79%), seguita dai “ricambi” (11%), dai “servizi” (4,8%) e dalle “tecnologie” (4,6%). Riguardo i materiali, gli aerei sono i più esportati, per quasi 1,2 miliardi di euro, seguiti da veicoli terrestri (890 milioni) e bombe, siluri, razzi e missili per 515 milioni di euro.

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Tra gli aerei i sei M346 sono l’articolo più venduto, per un valore di 366 mln. Si tratta di un veicolo per l’addestramento avanzato dei piloti militari. Attualmente è in uso in Italia, Repubblica di Singapore, Israele e Polonia. 

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I veicoli terrestri i più venduti (per 535 mln di euro) sono i blindati anfibi Superav 8X8 e le relative attrezzature. Nella categoria “Bombe, siluri, razzi, missili ed accessori” (per 516 mln), ci sono componenti del sistema missilistico Albatros NG SE (88 mln), 520 propulsori per missili Aster 30 (84 mln), 4 batterie costiere (30 mln), 11 siluri leggeri MU 90 (27 mln), 25 teste di siluro pesante Black Shark (25 mln), 978 bombe MK 82 (18 mln), componenti per missili Metor (18 mln). Infine, nelle “Munizioni” (186 mln di euro), l’articolo più venduto è la bomba da mortaio: ne sono stati esportati 47.400 pezzi per 71 mln di euro.

Quali sono le aziende coinvolte nell’export di armi?

Le prime due società esportatrici del 2021 pesano per quasi il 67% dell’export totale: sono Leonardo (43,4%) e Iveco Defence Vehicles (23,4%). Seguono MBDA Italia (5,1%) e GE. Avio (3,8%): queste 4 aziende rappresentano circa il 76% dell’export totale. In totale, l’anno scorso 141 aziende italiane hanno esportato armamenti, 18 in più rispetto al 2020.

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