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Andrew Fahie, capo di governo delle Isole Vergini Britanniche, è stato arrestato negli Stati Unti per contrabbando di droga e riciclaggio di denaro 

Giovedì all’aeroporto di Miami, negli Stati Uniti, è stato arrestato Andrew Fahie, il premier delle Isole Vergini Britanniche (quello che da noi sarebbe un primo ministro, e che lì è nominato governatore delle Isole per conto della monarchia britannica), con l’accusa di traffico di droga e riciclaggio di denaro: Fahie avrebbe accettato una tangente di 700mila dollari (circa 660mila euro) per permettere il traffico di migliaia di chili cocaina attraverso il porto delle Isole, da importare poi negli Stati Uniti.

Fahie è stato arrestato dagli agenti della Drug Enforcement Agency (DEA), l’agenzia federale antidroga americana, che si sono finti trafficanti di droga del cartello messicano di Sinaloa, considerato il più grande fornitore di droghe illegali negli Stati Uniti: tramite un informatore, gli agenti della DEA avevano discusso con Fahie i dettagli degli accordi e gli avevano dato appuntamento all’aeroporto di Miami per la consegna della tangente, in contanti, per poi arrestarlo.

Assieme a Fahie sono stati arrestati anche Oleanvine Maynard, direttrice del porto da poco più di un anno, e suo figlio Kadeem Maynard, secondo gli agenti coinvolto nei fatti al centro dell’accusa. L’indagine che ha portato agli arresti period iniziata lo scorso ottobre.

Le Isole Vergini Britanniche sono un territorio d’oltremare britannico fatto di circa 40 isole nei Caraibi, a est di Porto Rico: tra le altre cose, è considerata un paradiso fiscale – svariate manovre finanziarie al centro dei “Pandora Papers”, per esempio, riguardavano società che avevano sede lì – e Fahie è accusato anche di corruzione, in un’indagine iniziata a gennaio del 2021, di cui si attende ancora l’esito e che è diversa da quella che ha portato agli arresti di giovedì.

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