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Wall Street sull’attenti dopo Pil Usa negativo: fiammata si spegne, Facebook non basta


Wall Street in rialzo, anche se gli indici riducono notevolmente i forti guadagni riportati in premercato, quando i futures sul Nasdaq sono schizzati di oltre il 2%.

Protagonista tra i titoli Meta, la holding a cui fanno capo i social community Facebook e Instagram e l’APP di messaggistica WhatsApp, che ha riportato ieri dopo la high quality della sessione una trimestrale migliore delle attese.

Il titolo Meta Platforms è schizzato fino a +18% dopo la pubblicazione del bilancio. Le quotazioni del colosso rimangono tuttavia in calo del 48% dall’inizio dell’anno.

Alle 16 circa ora italiana, il Dow Jones sale di appena +0,10% a 33.335; lo S&P 500 avanza dello 0,53% a 4.206 mentre il Nasdaq fa +0,55% a quota 12.567. Meta balza del 13,5% circa.

Rimane negativo il development di Wall Street dall’inizio del mese di aprile; con lo S&P 500 in flessione del 6,8%, verso la perdita mensile più forte dal marzo del 2020; il Nasdaq Composite crollato di quasi -11%, che si avvia a terminare il mese peggiore dall’ottobre del 2008 e il Dow Jones che ha limitato i danni a una perdita pari a -4%.

Buy anche sui titoli McDonald’s, Merck, Eli Lilly e Southwest dopo che le relative società hnno comunicato risultati di bilancio promossi dal mercato; così come salgono i titoli Qualcomm, +8% dopo la pubblicazione di un bilancio positivo, e PayPal +3% circa, nonostante il gruppo attivo nella gestione dei pagamenti abbia diramato una steerage debole per il secondo trimestre dell’anno.

Attesa per i risultati di bilancio che saranno diffusi dopo la high quality della seduta da Apple, Amazon, così anche come da Robinhood.

Shock dal fronte macroeconomico con la pubblicazione della lettura preliminare del Pil Usa del primo trimestre del 2022.

Il prodotto interno lordo americano è sceso nei primi tre mesi dell’anno dell’1,4%, facendo decisamente peggio rispetto al rialzo dell’1% circa atteso dal consensus, e dopo il development di crescita pari a +6,9% a ritmo annualizzato messo a segno nel quarto trimestre del 2021.

Il dietrofront della crescita Usa è stato provocato anche dall’inizio della guerra in Ucraina, con l’invasione del paese da parte della Russia di Vladimir Putin lanciata il 24 febbraio scorso. La contrazione è stata provocata in particolare dalle componenti del commercio e delle scorte, che hanno sottratto al Pil Usa rispettivamente 2,3 pp e 0,84 punti percentuali.

Ci si chiede a questo punto se le attese su una Fed particolarmente aggressiva sul fronte dei tassi continueranno a reggere, visto che i dati del secondo trimestre sul Pil Usa sono previsti in peggioramento ulteriore, a causa degli effetti della guerra in Ucraina.

Tornando a Meta, il gigante ha comunicato che l’utile per azione relativo al primo trimestre dell’anno si è attestato a $2,72, meglio dei $2,56 attesi; il fatturato è stato pari a $27,91 miliardi, a un livello inferiore rispetto ai $28,2 miliardi stimati. Il numero di utenti attivi giornalieri è stato di 1,96 miliardi, contro gli 1,95 miliardi attesi, mentre gli utenti attivi mensili sono stati 2,94 miliardi, contro i 2,97 miliardi stimati. Il fatturato medio per utente (ARPU) si è attestato a $9,54, meglio dei $9,50 attesi. Diverse voci di bilancio hanno disatteso le stime, e il fatturato, in crescita del 7%, ha segnato una crescita a una cifra su base percentuale per la prima volta nei dieci anni di storia di Facebook, facendo tra l’altro peggio del +7,8% atteso dal consensus.

Per il secondo trimestre dell’anno, Meta ha annunciato di prevedere un fatturato tra i $28 miliardi e i $30 miliardi, livello inferiore rispetto ai $30,6 miliardi attesi dagli analisti. Ma il titolo in premercato continua a correre del 16% circa.





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