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Putin, l’esperto: Zar in difesa, naviga a vista. “Teme che i russi lo lascino solo”

“Una parata sottotono, senza proclami e aerei a disegnare una zeta nel cielo. Quasi isolazionista. Con la solita retorica anti occidentale ma senza nuovi messaggi, cosa che peraltro a Mosca ci si attendeva. Con un Putin senza visione, senza prospettive, contraddittorio, quasi in confusione. Una parata nella quale il presidente russo ha badato più a giustificarsi che a minacciare”. Così Nona Mikhelidze – georgiana, studi tra Tiblisi, Berlino e la Normale di Pisa, dal 2008 responsabile di ricerca dell’Istituto affari internazionali – legge il discorso di Putin, che ha ascoltato in russo e del quale valuta così anche le sfumature.
Temevamo un Putin all’attacco, abbiamo visto un chief quasi arroccato in difesa delle proprie azioni. È sorpresa?
“No, questo è un suo stile narrativo, che porta avanti da sempre. Per giustificare l’attacco dice sempre che l’ha fatto per una difesa preventiva. Parla al pubblico russo, ma anche a chi lo sostiene all’estero. Parla ai ’suoi’. E tra loro questo funziona benissimo, visto il dibattito in Italia concentrato sulle ragioni che aveva Putin dopo le presunte provocazioni della Nato. Putin ha usato il vocabolario di sempre, il che denota non solo uno stallo militare ma anche e soprattutto uno stallo politico”.
Per questo non ha premuto sull’acceleratore?
“Perché probabilmente non ha ancora deciso che cosa fare, fino a dove spingersi, quando mettere tremendous a questa avventura. È come se la guerra avesse raggiunto un plateau e Putin non sa che fare. È deluso, ma non può darlo a vedere, voleva una vittoria e la vittoria ancora non c’è. Naviga a vista. Ma è stato sorpreso della risposta internazionale a fianco dell’Ucraina e ha capito che l’escalation non è nel suo interesse. Non a caso ha detto che dobbiamo evitare una guerra globale. Il che toglie dal tavolo due opzioni molto pericolose: …

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