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L’evoluzione di Eurovision: l’analisi di Linus e Nicola

Questa settimana l’Italia, e più precisamente Torino, è il centro europeo della musica: la prima semifininale di Eurovision 2022 è andata, con 17 nazioni sul palco del Pala Alpitour a presentare le loro canzoni e provare a convincere gli spettatori advert accordare la preferenza con il televoto.

Guarda qui il momento già diventato meme in cui Laura Pausini, presentatrice insieme advert Ale Cattelan e Mika, impreca in diretta mondiale e poi si scusa: “Sono italiana…”

Il commento della prima semifinale a Deejay Chiama Italia

La mattina dell’11 maggio, in diretta a Deejay chiama Italia, Linus Nicola Savino hanno commentato la prima semifinale di Eurovision 2022:

“Sono sincero non l’ho visto. Mi sono dimenticato… Però è andato molto bene! Sarebbe da capire chi, tra quelli che lo organizzano, ha avuto l’illuminazione: uno spettacolo molto bello. Per molto tempo invece era stato molto polveroso. Ora è bello, forse un pochino sopra le righe” – Linus

“È andato benissimo ieri, ha fatto il 27% di share. Fino a 10 anni fa sembrava un festival da est Europa, poi gli organizzatori si sono svegliati. Noi lo abbiamo fatto nel 2014/2015, quando ha partecipato Emma” – Nicola Savino

Linus e Nicola si riferiscono a quando, quasi dieci anni fa, furono loro gli speaker di Eurovision, ma l’organizzazione non period di certo quella di oggi. Come ricorda Nicola:

“Quando lo abbiamo fatto noi la produzione era io mammeta e tu, la produzione ‘eravamo quattro amici al bar’…”

Oggi invece:

“L’estetica camp, la cultura camp, l’estetica gay ha dato una mano. L’eccesso di colore, le baracconate, sono belle e divertenti. Hanno aiutato! Quella roba lì è divertente, attira in televisione” – Nicola

Guarda qui il commento integrale di Linus e Nicola sulla prima serata di Eurovision

Il commento di Claudio Giunta: “A me piace di più Sanremo”

In diretta ai microfoni di Linus e Nicola Savino interviene poi Claudio Giunta, professore di letteratura italiana all’università di Trento e appassionato ascoltatore nonché voce del podcast Forty Forti, la serie che in occasione dei 40 anni di Radio DEEJAY intervista le voci più famose della radio ripercorrendo la loro carriera.

Linus chiede al professor Giunta: “Che ne pensi di questo spettacolo internazionale che atterra sulle abitudini italiane?”. Risposta:

“A me piace di più Sanremo, un po’ più di slabbramento, ieri mi sembrava un po’ freddo e contingentato. Capisco ci sia l’esigenza di trasmettere in tutto il mondo, ma troppo meccanico” – Claudio Giunta

Dopo aver discusso di qualche errore avvenuto sul palco nonostante sia tutto provato e riprovato (Giunta definisce la serata di ieri: “Come andare a teatro”) Nicola gli chiede: “Quando è avvenuto lo switch? Da quando l’Eurovision è diventata una roba cool? Quando è passato da sfigato a figo?”. E Linus incalza: “Fino a 10 anni fa ci ricordavamo dell’Eurovision un po’ in versione balcanica, adesso è diventata una cosa che sembra Las Vegas. Il merito di chi è?”. Giunta risponde:

“Fino al 2009 l’Italia proprio non ci è andata all’Eurovision, poi a un certo punto in RAI hanno capito che poteva funzionare, quindi da RAI 2 è passato a RAI 1, quando il direttore period Leone, poi Il Volo ha cambiato tutto, credo. Io ho una studentessa russa che ha detto di aver iniziato a studiare italiano perché ha sentito cantare Il Volo all’Eurovision. Per quanto riguarda proprio la produzione c’è la EBU, che si accoda con le varie televisioni nazionali, con la RAI in questo caso, e ora è tutto molto formalizzato. È un formato che da qualche anno a questa parte è sempre lo stesso, quindi la RAI obbedisce a quello che la EBU cube, ci sono nazioni che mettono più soldi e quindi hanno il diritto di entrare in finale direttamente. L’Italia non fa le semifinali, come la Spagna o il Regno Unito e neanche la Francia, perché pagano fondamentalmente.

Guarda qui la chiacchierata tra Linus, Nicola Savino e Claudio Giunta sulla prima serata di Eurovision

Linus: “Gli italiani ci tengono a far partecipare qualcuno di credibile, le altre nazioni…”

“Gli italiani ci tengono a mettere qualcuno di credibile” – Linus

“I Balcanici e anche il nord europa mandano i migliori, il Regno Unito non manda i migliori, non gli interessa molto, ecco. Per gli altri ci sono selezioni severe e anche sentite. Io conosco quelli dell’Islanda, c’è anche un film chiamato Eurovision Song Contest – La storia dei Fire Saga che è la storia di un gruppo islandese che vuole andare all’Eurovision (con protagonista Will Ferrell)” – Claudio Giunta

E quando Linus gli chiede chi pensa siano i favoriti, Giunta risponde:

“Io ignoro quasi tutto delle canzoni, non so. Però a me è piaciuta molto quella olandese e anche quella norvegese, quelli vestiti da lupi” -Claudio Giunta

“Secondo te non potrebbe vincere l’Ucraina?” -Nicola

“Eh be’ si, tutti lo dicono” -Claudio Giunta

“Il prossimo anno dovranno farlo in esilio…” -Nicola



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