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Disney+, gli abbonati crescono ancora e si torna a prospettare aumenti di prezzo


Mentre Netflix deve fare i conti con abbonati in calo, Disney+ invece continua advert espandere la sua base di utenti. Nei primi tre mesi dell’anno, la piattaforma di streaming di Disney è cresciuta con altri 7,9 milioni di iscritti che portano il totale a circa 87,6 milioni, ai quali vanno aggiunti i circa 50,1 milioni di sottoscrittori di Disney+ Hotstar. Considerando poi il complessivo numero di abbonati ai servizi di streaming di Disney – quindi anche quelli di Hulu e ESPN Plus – si tocca quota 205 milioni di abbonati (196,4 a gennaio)

DISNEY+ VERSO UN’OFFERTA PI DIVERSIFICATA IN BASE AL PREZZO?

Se l’andamento del numero di iscritti persuade, lo stesso non si può dire dei risultati finanziari: la perdita operativa delle attività di Disney+ sta aumentando (0,9 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre). La causa è legata ai maggiori costi riconducibili alla produzione dei contenuti, agli investimenti pubblicitari e a quelli tecnologici. Se la causa è chiara, le soluzioni per porvi rimedio non sono scontate. La prima a venire in mente è quella di un ulteriore aumento di prezzo, ipotesi tornata attuale nelle dichiarazioni rilasciate dal CEO di Disney, Bob Chapek:

Man mano che aumentiamo il nostro investimento in contenuti, riteniamo che questo ci darà la possibilità di adeguare il nostro prezzo.

Il numero uno di Disney non parla esplicitamente di “aumento”, ma è abbastanza chiaro che più contenuti implicano maggiori costi e che un modo per ammortizzarli è trasferirli all’utente finale. L’unico aumento di prezzo (da 6,99 euro/mese a 8,99 euro/mese) registrato da Disney+ nel mercato italiano risale allo scorso anno ed è avvenuto proprio in concomitanza con un’espansione dei contenuti (nello specifico quelli di Star).



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L’ipotesi di ulteriori revisioni al rialzo del prezzo degli abbonamenti period stata avanzata dallo stesso Chapek a febbraio scorso, ma non è l’unica strada a disposizione per contenere le perdite. L’alternativa, o una misura anche complementare, è ricorrere alla pubblicità, percorso peraltro già intrapreso da Disney+ che a marzo scorso ha confermato esplicitamente l’arrivo di un piano di abbonamento più economico ma con pubblicità.

Tra nuove e precedenti dichiarazioni dei vertici di Disney+ sembra che in futuro l’accesso alla piattaforma possa avvenire con modalità simili a quelle di Netflix: un abbonamento economico (con pubblicità nel caso di Disney+), uno base e uno (o più abbonamenti) a prezzi più alti differenziati in base al contenuto. Ipotesi verosimile, ma non del tutto confermata.

Restando in tema di contenuti e investimenti, nell’ultimo resoconto finanziario Disney precisa che ha registrato una crescita dei ricavi nonostante sia stata costretta a rinunciare advert un miliardo di dollari di entrate per concludere anticipatamente un contratto di licenza che consentiva advert un non meglio precisato cliente di riprodurre sulla propria piattaforma di streaming movie e serie TV su cui Disney deteneva i diritti. Al di là del dato finanziario, è interessante leggere la nota in relazione alla recente conferma sull’arrivo in Disney+ delle serie Marvel attualmente disponibili su Netflix (che potrebbe proprio essere il cliente non espressamente citato).



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