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La paura di non trovare un partner può essere patologica: come superarla


Ti butti da una relazione all’altra? Senti il ticchettio dell’orologio biologico? Hai paura di non riuscire a trovare l’amore? Si chiama anuptafobia, te la raccontiamo in questo articolo

Siamo tutte cresciute guardando Sex and The City, abbiamo sognato con Carrie la ricerca dell’amore e in un certo senso anche noi rincorriamo il desiderio di innamorarci, quello di trovare <<la persona giusta>> e di avere un lieto fine. Sai che però la paura di non trovare un partner può essere patologica? Ti sveliamo come superarla.

Si dice spesso che l’amore arriva quando meno te lo aspetti, e forse è vero. In psicologia però, si parla sempre più frequentemente di anuptafobia, una paura così forte da mettere in difficoltà chi la prova. Non è solo il timore di restare soli, è proprio quella di non trovare la metà della mela: non importa che ci sia una carriera avviata, una famiglia presente e tanti amici.

Cos’è la Anuptafobia

Si chiama anuptafobia la paura di restare single ed è più diffusa di quanto non ti immagini. A rimanerne colpite sono soprattutto le persone con problemi di autostima o che soffrono di sindrome dell’abbandono; si tratta di soggetti spesso completamente integrati nella società, con un’ottima carriera avviata e tanti amici ma che si sentono comunque molto soli.

Dai un’occhiata alle persone accanto a te: le vedi saltellare da una storia all’altra? Non fanno in tempo a chiudere che già escono con un’altra persona? Li vedi perennemente a caccia di nuovi flirt? Probabilmente soffrono di anuptafobia, una paura di restare single che spesso, in modo ironico, viene definita anche <<sindrome di Bridget Jones>>.

A soffrirne è soprattutto la fascia over 35; arrivati a questa età ci si guarda attorno e gli amici solitamente sono accoppiati con fidanzati storici, alcuni convivono, altri si sposano e c’è anche chi ha già famiglia. E così ci si sente tagliati fuori, indietro e sbagliati. Nei soggetti femminili si aggiunge poi il ticchettio dell’orologio biologico che spinge le donne a cercare in modo quasi spasmodico il partner che potrebbe diventare il padre dei propri figli.

Anuptofobici: la differenza tra gli attivi e passivi

È opportuno anche fare una divisione tra chi ha un comportamento attivo e chi ne ha uno passivo. Nel rimo caso ci troviamo davanti a single alla ricerca costante dell’amore, dall’altra abbiamo chi si lamenta di essere solo ma che in realtà non prova a fare nulla per colmare un vuoto che sente.

Se i primi sono su tutte le app di dating, attaccano bottone con facilità e cercano di trovare il partner talvolta anche andando contro ai propri ideali solo per non sentirsi soli, gli altri soffrono di depressione, senso di solitudine e mancanza di fiducia in se stessi.

Le persone che soffrono di Anuptafobia

Come accennato, ci sono dei campanelli di allarme. Il non riuscire a stare sole, una bassa autostima che fa sentire estremamente fragili e poi il continuo timore dell’abbandono possono portare le persone a soffrire di Anuptafobia, la paura di restare single.

Come accennato, sono soprattutto i soggetti femminili ad esserne colpiti: il motivo è strettamente legato all’orologio biologico che, in modo conscio o inconscio, va ad influire sulla ricerca del partner facendo sentire le donne in ritardo.

Come superare la paura di non trovare un partner

Hai paura di non trovare un partner? Se anche tu credi di soffrire di Anputofobia o pensi che sia una tua amica ad essere caduta in questa spirale, ecco qualche consiglio. Riuscire a superare una fobia non è semplice, è necessario un grande lavoro su se stessi.

Per prima cosa bisogna imparare ad accettare il proprio stato di persona libera; essere single non è una condanna… anzi! Puoi gestire il tuo tempo libero come meglio credi, vedere mostre o film che ti piacciono senza dover trovare compromessi. E iniziando a frequentare proprio gli ambienti legati ai tuoi hobby e alle tue passioni potrebbe anche scoccare una conoscenza che non ti aspetti.

Se le emozioni negative e il timore della solitudine sfociano invece in una depressione e in una ricerca patologica di un partner allora forse è meglio rivolgersi a psicologi professionisti.

Le colpe della società

Cresciamo tutti con alcuni schemi mentali quasi imposti; ci si diploma, poi ci si laurea, magari nel frattempo si trova la persona giusta, si attende di avere una stabilità economica con un lavoro a posto fisso e poi via verso matrimonio e figli.

La verità però si discosta da questo e nonostante le pressione sociali e come tutte le occasioni sembrino spingere in questa direzione, a volte ci si sente fuori dai giochi. Come se raggiunta una determinata età non si fosse più merce desiderabile.

Anche chi vive felice nella propria condizione di single, viene guardato quasi con compatimento dalle altre coppie che ritengono socialmente poco accettabile o innaturale l’essere felici da soli. Sapersi bastare invece è assolutamente sano; attenzione non stiamo dicendo che le coppie che stanno insieme non sanno stare da soli come individui ma che non si debba per forza essere fidanzati per essere felici.



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