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Ucraina, intesa sulla risoluzione di maggioranza. Draghi: ‘Avanti con il sostegno, come ci chiede il Parlamento’ – Politica

Raggiunta l’intesa sul testo della risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del premier Draghi, in vista del prossimo Consiglio europeo. E’ quanto si apprende da fonti parlamentari al Senato. A sottoscrivere l’accordo ci sarebbe anche il M5s. Il premier ha riferito in Aula a Palazzo Madama. Anche il gruppo di Leu ha aderito all’accordo per definire il testo della risoluzione unitaria che sarà votata al Senato, sulle comunicazioni del premier Draghi. A confermarlo è la presidente del gruppo a Palazzo Madama, Loredana De Petris. Uscendo dalla riunione di maggioranza, pochi minuti prima dell’inizio dell’intervento del presidente del Consiglio in Aula, il capogruppo Leu alla Camera, Federico Fornaro aveva riferito che la risoluzione non era pronta e che, prima, si sarebbe ascoltato l’intervento di Draghi e poi si sarebbe presa una decisione sul testo.

“Ringrazio il Senato per il sostegno ad aiutare l’Ucraina a difendere la libertà e la democrazia”, a “continuare con le sanzioni” alla Russia, “a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti e la libertà dell’Ucraina”, a “continuare, insomma, sulla strada disegnata dal dl 14 del 22”, ha detto il premier Mario Draghi nelle repliche al Senato prima del Consiglio Ue. “Ringrazio” il Senato “per il sostegno unitario – daetto ancora Draghi – l’unità è essenziale”. 

LA RISOLUZIONE UNITARIA
“Continuare a garantire secondo quanto previsto dal decreto legge 14/2022 il necessario e ampio coinvolgimento delle Camere, con le modalità ivi previste, in occasione dei più rilevanti summit internazionali riguardanti la guerra in Ucraina e le misure di sostegno alle istituzioni ucraine, ivi comprese le cessioni di forniture militari”. E’ questo il passaggio su cui le forze di maggioranza hanno trovato l’accordo nel testo della risoluzione sulle comunicazioni del premier Draghi che sarà messa al voto in Senato. Nel testo, tra l’altro, si impegna il governo a “esigere, insieme ai partner europei, dalle autorità russe l’immediata cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari che illegittimamente occupano il suolo ucraino, con iniziative multilaterali o bilaterali utili a una de-escalation militare che realizzi un cambio di fase nel conflitto, aumentando in parallelo gli sforzi diplomatici intesi a trovare una soluzione pacifica basata sul rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Ucraina e dei principi del diritto internazionale”.

LE PAROLE DI DRAGHI
“Il governo italiano insieme ai partner Ue e G7 intende continuare a sostenere l’Ucraina come questo Parlamento ci ha detto di fare”. Lo ha detto il premier Mario Draghi nelle comunicazioni al Senato prima del Consiglio Ue. “Il 3 giugno il Consiglio Ue ha votato” l’ultimo “pacchetto di sanzioni”. “Le sanzioni funzionano”. “I nostri canali di dialogo restano aperti, non smetteremo di sostenere la diplomazia e cercare la pace, nei termini che sceglierà l’Ucraina”. “Ricercare la pace, superare la crisi: questo è il mandato ricevuto dal Parlamento, da voi. Questa è la guida della nostra azione”. “La strategia dell’Italia – ha detto ancora il premier – in accordo con l’Ue e il G7, si muove su due fronti, sosteniamo l’Ucraina e imponiamo sanzioni alla Russia perché Mosca cessi ostilità e accetti di sedersi al tavolo dei negoziato“. Lo ha detto il presidente del consiglio, Mario Draghi, nelle comunicazioni al Senato sul consiglio europeo del 23 e 24 giugno.”Il conflitto in atto” ha innescato – ha evidenziato il premier parlando della questione della crisi del grano – “una crisi umaniaria di dimensione straordinaria, sono a rischio le forniture di grano nei paesi più poveri” e nei porti ucraini sono bloccati “milioni di tonnellate del raccolto precedente”. Bisogna “liberare le scorte che sono in magazzino per sbloccare le forniture e fare spazio al nuovo raccolto che arriverà a settembre”. “Negli ultimi giorni la Russia ha ridotto le forniture di gas all’Ue e all’Italia, dall’inizio della guerra il governo si è mosso con rapidità per trovare fonti alternative” e “grazie” a questo “potremo ridurre già dall’anno prossimo la dipendenza dal gas russo”.

LA DIRETTA

 

IL DIBATTITO IN AULA
 “Non sono uno di quelli che si può scandalizzare sulle discussioni nei partiti né credo che facciano male, sappiamo che possono succedere. Ma quello che possiamo chiedere a tutti è di essere seri rispetto alle priorità, perché la gravità della situazione internazionale – tra siccità, carestia, crisi energetica, si parla di guerra nucleare – impone che chi si vuole dividere, lo faccia rispettando l’onore di questo Parlamento e non cercando alibi o finti alibi per la discussione. Ormai un fiume ha tracimato e gli argini non saranno più quelli di prima e dopo il 24 febbraio dobbiamo fare la conta dei danni”. A dirlo è il leader di Italia viva, Matteo Renzi intervenendo nell’aula del Senato sulle comunicazioni del premier Draghi”. “Una volta questo dibattito parlamentare sarebbe terminato così: il Senato udita la comunicazione del presidente del consiglio dei ministri la approva. Credo che sarebbe una pagina decorosa per il Parlamento perché il teatrino che si sta sviluppando è semplicemente incomprensibile e molto democristiano. Palesemente estraneo rispettto alla materia in discussione, è un pretesto per discutere di altre cose”, dice in Aula al Senato Pierferdinando Casini dopo le parole del premier Draghi. “Presidente, dopo 4 mesi di guerra, le chiediamo di farsi portavoce di due punti: sollecitiamo la necessità di iniziative politiche orientate al cessate il fuoco e per una definizione pacifica del conflitto e, in secondo luogo, il più pieno e costante coinvolgimento del Parlamento in relazione all’indirizzo politico perseguito dal governo nei consessi europei e internazionali, inclusa la decisione di inviare nuove forniture militari”. Così il senatore del M5s, Gianluca Ferrara nel suo intervento al Senato sulle comunicazioni del premier Mario Draghi in vista del prossimo Consiglio europeo.

Una riunione del Consiglio nazionale del M5s è stata convocata d’urgenza per affrontare gli ultimi nodi della trattativa fra governo e maggioranza sulla risoluzione relativa alle comunicazioni del premier. A quanto si apprende, per il M5s lo scoglio è rappresentato dal coinvolgimento del Parlamento su ogni passaggio relativo alla fornitura di armi all’Ucraina. Secondo alcune fonti parlamentari, il punto di caduta potrebbe trovarsi con un riferimento “sfumato” sulla consultazione delle Camere.



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